Su quelli che saranno i futuri sviluppi della crisi di Governo si può immaginare qualcosa, una volta venuti a conoscenza di ciò che Napolitano ha fatto oggi:
Nello stesso giorno in cui con una nota rassicura opinione pubblica e mercati sul carattere definitivo delle dimissioni di Berlusconi e si impegna a favorire la formazione di un governo tecnico, il Capo dello Stato nomina senatore a vita Mario Monti, economista che da molti giorni è indicato come il probabile premier di un governo di salute pubblica. Che sia una coincidenza? Dubito.
Rimane una perplessità: che provvedimenti dovrà prendere il futuro governo? Oltre ad accogliere le richieste contenute nella famosa lettera della BCE, cercherà anche di approvare una nuova legge elettorale? Difficile dirlo, ma è improbabile che accada, visto che i partiti in gioco hanno posizioni inconciliabili su questo: PDL e PD spingerebbero per un maggioritario, l’UDC per un proporzionale, come anche la Lega e forse l’IDV. Il rischio dunque è che, una volta esauritosi il compito di un eventuale governo tecnico, si torni a votare con il porcellum e si ottenga una maggioranza nata già moribonda. Uno scenario certo non auspicabile per il futuro del Paese.

