Si sa, la politica italiana non è esattamente un modello, per usare un eufemismo piuttosto pesante. è quella in cui emergono in maniera più drammatica tutti i difetti dei sistemi democratici (la visione miope dei politici, la memoria corta degli elettori, la ricerca del consenso a scapito del benessere generale) senza che siano bilanciati dai pregi.
Eppure a volte si rimane sbalorditi davanti al comportamento criminale di certi individui, comportamento che viene sostanzialmente accettato dai militanti, dagli elettori e dai simpatizzanti. Parliamo di Umberto Bossi, che ha annunciato la propria candidatura a segretario della Lega Nord, dopo aver lasciato l’incarico poche settimane fa. Nel frattempo Maroni cerca di mascherare la sua inettitudine strillando ai quattro venti la nuova proposta del partito: la rivolta fiscale. Ecco come la sintetizza il Corriere:
«Aliquota zero sulla prima casa, licenziare Equitalia e, per i sindaci più coraggiosi, intervenire sul patto di stabilità»
Dei veri briganti. Fanno propaganda elettorale sull’IMU sapendo benissimo che quell’imposta è stata introdotta dal Governo Monti per rimediare al buco creato dall’abolizione, nel 2008, dell’ICI sulla prima casa. Misura che fu votata anche dalla Lega, quando ancora era al governo con Berlusconi. Tra le altre cose, con tutte le imposte che si potevano eliminare, pidiellini e leghisti decisero di togliere proprio quella che andava ai Comuni. Alla faccia del federalismo. Ma questo, ovviamente, ai militanti non lo si è detto.
