Monthly Archives: June 2012

The size, scale, and numbers of eBay.com

Reblogged from Hugh E. Williams:

I work in the Marketplaces business at eBay. That’s the part of the company that builds ebay.com, ebay.co.uk, ebay.de, ebay.com.au, and most of the other worldwide marketplaces under the eBay brand. (The other major parts of eBay Inc are PayPal, GSI Commerce, x.commerce, and StubHub.)

I am lucky to have opportunities to 

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Alcuni numeri su eBay. C'è da rimanere senza fiato.

Google unveils $199 Nexus 7 tablet

Reblogged from VentureBeat:

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Google's first branded tablet, the Nexus 7, has made its official debut, following months of speculation and leaks.

Today, Google director of Android product management Hugo Barra unveiled the Nexus 7 to a packed crowd at the company's annual Google I/O developer conference in San Francisco, Calif.

As anticipated, the Nexus 7 is a Google-branded version of Asus hardware…

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È arrivato. Google presenta il suo primo tablet e lancia così la sfida a Apple anche in questo settore. Il nexus 7 ospita l'ultima versione di android e può diventare il grande rivale dell'iPad. Da cui si differenzia soprattutto nel prezzo: 200 dollari.

Globalizzazione, commercio internazionale e protezionismo: una risposta a Giovanni Sartori

Molti di voi avranno letto l’editoriale di Giovanni Sartori pubblicato ieri sul Corriere, in cui l’autorevole politologo si è lanciato in un feroce “j’accuse” contro gli economisti, colpevoli di aver abbracciato acriticamente la globalizzazione senza considerarne i pro e i contro.

Siamo in tempo di crisi e dal momento che la responsabilità di questa crisi è più diffusa e generalizzata di quanto si voglia ammettere è comprensibile che ci sia la volontà di individuare un capro espiatorio a cui addossare tutte le colpe di questo mondo.

Eppure…

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/tutto-tondi/la-globalizzazione-secondo-giovanni-sartori#ixzz1z0P34WyJ

I link della settimana

Perché l’unione bancaria è preferibile agli eurobond;

come WordPress si sta trasformando in una vera e propria piattaforma;

Stefano Quintarelli sulle nomine AgCom;

a Luglio il lancio internazionale di Google TV;

un accordo di libero scambio per il Sud – Est asiatico;

 

Arrivano le “berliste” civiche

Come anticipato nei giorni scorsi dalla stampa, ecco che arrivano le prime liste civiche berlusconiane, che affiancheranno il PDL per cercare di arginarne il crollo e per recuperare almeno parte dei voti andati a Grillo.

è praticamente impossibile che Berlusconi torni al Governo, ma queste liste potrebbero comunque garantirgli una presenza parlamentare importante e quindi la possibilità di essere, se non il vero e proprio ago della bilancia, un soggetto dotato ancora di un certo peso politico. Non sottovalutiamole.

Se si vota ad ottobre

A prendere per buono ciò che Bersani ha detto ieri all’Assemblea dei circoli del PD, a Roma, le elezioni politiche sarebbero imminenti: Berlusconi avrebbe infatti intenzione di far cadere Monti per andare al voto ad ottobre.

Uno scenario inquietante: innanzitutto perché con le elezioni in autunno il PD non avrebbe il tempo per fare le primarie, e questo lo sa anche Bersani, nonostante si preoccupi di ribadire il contrario.
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/tutto-tondi/se-si-vota-ad-ottobre-0#ixzz1yhrfFvKu

La fame di fama

Negli ultimi giorni Berlusconi, che era quasi scomparso dalla scena politica, è ritornato all’attacco con una serie di dichiarazioni che definire ridicole è eufemistico.

Prima la sparata sull’euro, poi la frase di oggi sui gay, poi chissà cos’altro. La cosa a mio avviso assurda è che dopo quasi 20 anni di presenza ossessiva di Berlusconi la gente ancora non capisca che dando spazio a queste cagate si finisce solo per aiutarlo.

Diffondere le castronerie che dice nella migliore delle ipotesi non serve a nulla, non crea opinione né sposta voti; nella peggiore lo favorisce perché lo rende simpatico agli occhi della gente comune.

Berlusconi è un uomo televisivo, l’attenzione del pubblico (anche negativa) è il suo pane quotidiano: ormai la sua era è agli sgoccioli, per accelerarne la fine bisogna ignorarlo e parlare di contenuti.

Cose che ultimamente nessuno sta facendo.

Il tempio sospeso

Subito dopo la diffusione dei risultati delle ultime elezioni greche, su Twitter commentai la situazione in questo modo:

Ma c’è una bella vignetta di Spiros Derveniotis pubblicata su CartoonMovement il 19 luglio che è molto più efficace:

Dove è arrivata raisport

Il livello del giornalismo televisivo italiano è imbarazzante ormai da anni, e quello sportivo non fa eccezione. Anzi, se possibile è anche peggio.

Come molti italiani sto seguendo gli europei di calcio tramite il servizio pubblico, e lo spettacolo è veramente desolante.

Innanzitutto, i telecronisti: scarsissimi, non sanno parlare, si impappinano, spesso sbagliano i nomi dei giocatori. Si sente la mancanza di qualcuno che conosca l’italiano. Pizzul, alla sua veneranda età, li supera ancora di parecchie spanne.

E poi ci sono i giornalisti in studio, che se possibile sono anche peggio. Insipidi, parlano del nulla, ma soprattutto sono degli insopportabili leccapiedi. Se nel giornalismo politico-economico la regola basilare è compiacere i potenti, in quello sportivo bisogna idolatrarli. Quando Napolitano è andato a salutare gli azzurri nello spogliatoio, al termine di Italia-Spagna, la Rai ha mandato il video in rotazione ininterrottamente fino alla sera successiva, commentando la conversazione inesistente tra il presidente e gli azzurri con iperboli a strafottere: “fantastico”, “imperdibile” e così via.
Per non parlare dell’esaltazione continua delle prestazioni della nazionale che, diciamolo, finora sono state abbastanza modeste.
Penosi. E poi dicono che la gente non paga il canone.

Rainforest, la fase operativa

Continua la mia analisi di Rainforest sul blog di Working Capital:

Nei giorni scorsi abbiamo introdotto lateoria della Rainforest, proposta da Greg Horowitt e Victor Hwang con l’intento di indicare una via nuova ed efficace per fare sbocciare il potenziale innovativo inespresso. Ecco come applicare il modello alle esigenze quotidiane e passare dalla teoria alla pratica.  

Come si declina, nella pratica, la Rainforest? Quali sono i suoi strumenti operativi? Il punto di partenza degli autori è…

Per continuare clicca qui: http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/06/rainforest-come-si-fa-una-silicon-valley-in-italia/

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