La Biblioteca Nazionale Braidense è una delle più belle di Milano. è anche uno degli edifici pubblici con gli impiegati più arroganti, scansafatiche e menefreghisti che ci siano in circolazione.
Quando, pochi giorni fa, Milano è stata messa in ginocchio dall’ennesimo sciopero ATM, gli impiegati ne hanno approfittato per chiudere la biblioteca con un’ora di anticipo rispetto all’orario di chiusura, giustificando la cosa con “è per permettere a tutti di tornare a casa”. Come se l’orario di chiusura normale fosse nel cuore della notte: le 6 e un quarto. Vedete voi.
Ieri, la perla: usciamo mezz’ora prima perché c’è una “visita guidata non programmata”. Visita guidata non programmata, proprio così ha detto. Ora, già il fatto che in una biblioteca si facciano le visite guidate è indice del marciume che alberga nella mente degli amministratori. Ma è l’espressione “non programmata” che mi lascia esterrefatto: se la visita non è programmata, a maggior ragione è folle interrompere il servizio, non vi pare?
Anche quando il personale decide che, suvvia, si può anche rispettare l’orario, riesce comunque a fregare alla collettività quel quarto d’ora. Alle 6 meno qualcosa arriva sempre il tizio di turno che inizia a chiudere le persiane della sala – mentre tu sei dentro e stai leggendo! Come a dire: “muoviti, sloggia, ché mi fai perdere tempo!”.
Ora, magari voi state pensando che sono un rompicoglioni che non ha nulla da fare (il che è anche vero), ma mi sembra che questi comportamenti siano indice di un’abitudine molto diffusa: quella a considerare il pubblico ufficio non un servizio alla collettività, ma un posto di lavoro tranquillo e riposante.
Ma, certo, se dici cose del genere sei un “turboliberista”.

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Quest’inverno sospesero la distribuzione per l’emergenza freddo “Fa troppo freddo per scendere in deposito”.