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I link della settimana – 16/09/2012

Altroconsumo ha denunciato Apple per pubblicità ingannevole: i file che comprate su iTunes in realtà non sono vostri.

La strana storia che ha studiato Giulio Sapelli, meritoriamente riportata da Phastidio.

Il Giappone approva un piano che prevede l’abbandono definitivo del nucleare entro il 2040.

Postare link a delle foto è una violazione di copyright. Lo dice la sentenza di un tribunale olandese. Andiamo bene.

De gustibus non disputandum est. O forse sì

Giusto per farvi notare gli assurdi effetti collaterali della proliferazione dei processi per violazione di brevetto.

Da Ars Technica:

Samsung has won a ruling in UK High Court that its Galaxy Tab tablets do not infringe on Apple’s European registered community design for the iPad. While the court ruled that some physical differences exist, Judge Colin Birss on Monday implied that Samsung’s designs were just too different to be confused with Apple’s now-iconic iPad.

Samsung’s tablets “do not have the same understated and extreme simplicity which is possessed by the Apple design,” Judge Birss said during the court’s announcement, according to Bloomberg. “They are not as cool.”

[Secondo la sentenza dell'Alta Corte del Regno Unito i Galaxy Tab della Samsung non violano il design registrato dalla Apple per l'iPad. I tablet della Samsung "non hanno la stessa semplicità minimal ed estrema che è propria del design Apple", ha detto il giudice Birss durante la dichiarazione della Corte. "Non sono così fighi".]

Adesso, va bene tutto, ma che il diritto di un’azienda di operare in un mercato debba dipendere dal parere estetico di un giudice mi sembra veramente intollerabile. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

Most valuable global brands: un’infografica

Molto interessante, quest’infografica che riassume l’indagine condotta annualmente da MillwardBrown, perché aiuta ad evidenziare alcune tendenze di lungo periodo dell’economia mondiale: come si modificano i rapporti di forza tra diversi settori e tra diverse zone geografiche.

Possiamo notare facilmente il peso fondamentale che Internet e le tecnologie informatiche hanno assunto: tra le prime 10 aziende per valore del marchio, 7 sono ICT.

Altri due punti da tenere d’occhio: un’età media delle imprese in calo, dovuta probabilmente all’entrata di nuovi competitori in molti mercati, e il ruolo sempre più importante dei paesi emergenti, asiatici ma non solo, anche se la Cina come al solito fa la parte del leone. Buona lettura.

Samsung presenta il Galaxy S III: una vera bomba

L’ultimo modello della casa sudcoreana è stato presentato oggi nel Regno Unito. Qui trovate le foto e le caratteristiche tecniche: alcune veramente ottime, come un 1 GB di RAM, un processore quad-core da 1.4 GHz, almeno 16 GB di hard disk.

La guerra è appena cominciata, Apple è avvisata.

L’Open Source e i soldi

A tutti quelli che “l’open source è roba da comunisti” e “non ha futuro perché è tutto gratis”, un piccolo annuncio: Red Hat, l’azienda californiana che produce e vende una particolare distribuzione Linux, nel 2011 ha ottenuto ricavi per più di un miliardo di dollari – come ha fatto? Ve lo spiegano qua. Ovviamente  i numeri non sono paragonabili a quelli dei monopolisti del settore come Microsoft o Apple, ma al contempo sono di tutto rispetto e smentiscono ancora una volta la vulgata secondo la quale l’assenza di copyright impedirebbe di fare business. Non è che lo impedisce, è che ti costringe a fare un prodotto migliore perché i tuoi concorrenti non sono stati estromessi dalla legge.

Il nuovo iPad fa il record di vendite

Alla faccia di tutti coloro che pronosticavano difficoltà per l’azienda in seguito alla morte di Steve Jobs, ieri Apple ha reso pubblici i dati sulle vendite dei primi tre giorni successivi al lancio del Nuovo iPad:

the numbers are big. Very big. Three million iPads sold in the first three days big.

Il cambio del nome del prodotto non ha influito, pare: del resto pensarlo era ingiustificato. Il marchio Apple, complice la sua immediata associazione alla figura iconica di Jobs, è forte come mai prima d’ora e lo rimarrà ancora a lungo.

Internet Explorer è in crisi

Uno dei principali indicatori del successo di un prodotto, anzi in realtà l’unico, è la quota di mercato che è riuscito a conquistarsi. Per Microsoft arrivano brutte notizie: uno dei suoi prodotti di punta, Internet Explorer, da quest’anno è sceso sotto il 50% di tutti i computer, logorato dall’ascesa di Google Chrome e dei browser per smartphone e tablet. Mozilla Firefox rimane il secondo programma in quanto a popolarità, ma sembra incapace di continuare a crescere: la variazione di ottobre rispetto a settembre è un misero +0,03%, a fronte di un +1,42% del browser di casa Google. Per vedere come sono messi gli altri player c’è l’infografica di Linkiesta.

Questi dati dimostrano che della concorrenza tra i giganti dell’informatica a beneficiarne sono soprattutto gli utenti, che possono scegliere tra prodotti gratuiti e di alta qualità. Lo stesso Explorer è infatti migliorato sensibilmente rispetto a quando doveva misurarsi soltanto con Firefox. Sarebbe ora di aprire anche il mercato dei sistemi operativi, impedendo ai costruttori di computer di inserire Windows sulle loro macchine come sistema predefinito, o Mac nel caso di Apple. La competizione tra Windows, Mac e Linux diventerebbe diretta e porterebbe ad un crollo verticale dei prezzi, con grandi vantaggi per i consumatori. I sistemi Linux sono open source e nella stragrande maggioranza dei casi vengono distribuiti gratuitamente: quindi il prezzo dei sistemi operativi potrebbe scendere fino a zero. La maggiore concorrenza nel settore dei browser è stata introdotta nell’Unione Europea nel marzo 2010, quando è entrato in vigore la possibilità dell’acquirente di Windows di selezionare, al primo avvio del prodotto da lui acquistato, il browser che preferisce. Se e quando verrà introdotta una norma simile per quanto riguarda i sistemi operativi il settore ne uscirà probabilmente rivoluzionato. In meglio.

La sinistra e il capitalismo

Sul suo blog Cristiana Alicata critica Sinistra e Libertà per i manifesti in ricordo di Steve Jobs che hanno affisso in alcuni punti della città. Tre le motivazioni principali: la seconda e la terza sono condivisibili, la prima lascia perplessi.

 1) Jobs non era di sinistra, era un capitalista. Si può essere imprenditori di sinistra, ma Jobs era un capitalista. La mia è una provocazione ai compagni di SeL chiaramente. Non dimentichiamo che Apple è stata spesso criticata perché produce componenti dove i lavoratori non hanno alcuna difesa.

Andiamo oltre il fatto che Apple sfrutti manodopera cinese. Mi interessa la noncuranza con cui la Alicata afferma che “Jobs non era di sinistra, era un capitalista”. Come se il fatto di essere un capitalista impedisca di potersi definire e di poter essere di sinistra. Mentre invece quello a cui dovrebbe puntare una sinistra italiana moderna è lo sviluppo di un mercato concorrenziale, dalle regole certe, semplici e note a tutti.

Subito dopo si dice addirittura che “si può essere imprenditori di sinistra, ma Jobs era un capitalista”. Cristiana Alicata ci sta forse dicendo che un imprenditore di sinistra non impiega capitali propri nello svolgimento di un’attività economica, che non assume forza lavoro, che non organizza questo complesso di risorse in un’impresa, che non è soggetto al rispetto del principio di economicità (secondo cui i costi non devono superare i ricavi)? In cosa un “imprenditore di sinistra” differisce da un imprenditore di destra o di centro?

Ammesso e non concesso che la sinistra debba combattere il sistema capitalistico, la distinzione che l’Alicata fa tra “imprenditore di sinistra” e “capitalista” è priva di senso. Finché continueremo a fare ragionamenti simili, non possiamo stupirci della credibilità pressoché nulla che il centrosinistra ha presso gli italiani.

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