Tag Archives: brevetti

La propaganda di Microsoft

Ecco uno degli “incontri” che Microsoft organizza in Bocconi. La morale probabilmente sarà: “scaricare è brutto, usate solo prodotti originali”.

Il re del patent trolling torna all’attacco

Del fenomeno del patent trolling ho già parlato qui. Sostanzialmente parliamo di aziende che si occupano esclusivamente di registrare grandi quantità di brevetti per poter poi ricattare i grandi player del settore, come Microsoft, Google, Apple e molti altri.

Eolas è uno dei troll più aggressivi e difende la sua pessima reputazione con una nuova querela questa volta diretta contro Facebook, Wal-Mart e Disney:

Eolas Technologies Inc. acted on behalf of the University of California Regents today to sue Facebook, Wal-Mart, and Disney over four patents related to hypermedia display. The University of California has licensed the four patents to Eolas, who is litigating on behalf of the UC Regents. The company gained notoriety several years ago when it sued Microsoft in a lengthy courtroom battle which ended with a settlement in 2007. Eolas was initially founded to litigate on behalf of the UC system’s patents, and has earned critics for its aggressive litigation.

Questi parassiti continueranno a prosperare fino a quando la normativa sui brevetti non verrà modificata e riportata sui binari della ragione, del progresso tecnologico e della concorrenza.

De gustibus non disputandum est. O forse sì

Giusto per farvi notare gli assurdi effetti collaterali della proliferazione dei processi per violazione di brevetto.

Da Ars Technica:

Samsung has won a ruling in UK High Court that its Galaxy Tab tablets do not infringe on Apple’s European registered community design for the iPad. While the court ruled that some physical differences exist, Judge Colin Birss on Monday implied that Samsung’s designs were just too different to be confused with Apple’s now-iconic iPad.

Samsung’s tablets “do not have the same understated and extreme simplicity which is possessed by the Apple design,” Judge Birss said during the court’s announcement, according to Bloomberg. “They are not as cool.”

[Secondo la sentenza dell'Alta Corte del Regno Unito i Galaxy Tab della Samsung non violano il design registrato dalla Apple per l'iPad. I tablet della Samsung "non hanno la stessa semplicità minimal ed estrema che è propria del design Apple", ha detto il giudice Birss durante la dichiarazione della Corte. "Non sono così fighi".]

Adesso, va bene tutto, ma che il diritto di un’azienda di operare in un mercato debba dipendere dal parere estetico di un giudice mi sembra veramente intollerabile. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

Ecco quanto costano i patent troll

Secondo alcuni recenti studi di James Bessen e Michael Meuer, i patent troll caricano sulle spalle della società costi diretti per 29 miliardi di dollari ogni anno. I costi indiretti sono circa 83 miliari o forse anche più alti.

The $29 billion number comes from measuring the more straightforward costs associated with fighting off patent troll suits: those include legal fees going to lawyers, and the licensing fees paid in tribute to make the trolls go away (which nearly always get paid). The findings come from a relatively small sample of 83 companies, both small and large.

Dei patent troll ho già parlato in passato sul blog di Working Capital. Sono dei parassiti che registrano brevetti a manetta senza utilizzarli per poter poi “chiedere il pizzo” alle imprese che utilizzano le tecnologie brevettate.

Ancora da Ars Technica:

Most of the costs of dealing with the patent troll threat come from paying the licensing fees that trolling companies demand to settle lawsuits. The mean amount spent by large companies to end an NPE lawsuit is $7.27 million, while small-to-medium sized companies spend $1.33 million.

That number doesn’t tell the full story, though. The median amount spent to pay off a troll suit is just $230,000 for large companies and $180,000 for small- and medium-size defendants. The discrepancy means that the great majority of trolls go away after getting relatively small payouts, while a few very strong entities in the patent-trolling business are able to pull off giant multimillion-dollar settlements. (Of course, the fact that low six-figure settlements are seen as the “small” ones suggests how entrenched and lucrative the NPE business is.)

The second-largest cost is, unsurprisingly, fees paid to defense lawyers. Big companies spend a mean of $1.52 million per litigation, while small- and medium-sized companies spend $420,000. Again, those compare to much lower median figures ($230,000 for large companies and $70,000 for small/medium), showing that the companies have a large number of cheaply defended cases, while a few heavily litigated cases run up big fees.

Sono stronzi? Boh, possiamo dire di sì. La mia opinione tuttavia è che si limitino a sfruttare a proprio vantaggio il sistema di tutela della proprietà intellettuale esistente. Se limitassimo la durata della protezione concessa dal brevetto e rendessimo più ardua la sua registrazione, con tutta probabilità fenomeni del genere scomparirebbero o diventerebbero insignificanti.

Vogliamo Stefano Quintarelli all’AGCOM

Perché sarebbe il primo regolatore dell’Autorità capace di comprendere le dinamiche di ciò che deve regolare.

Perché ha un curriculum che parla da solo.

Perché l’Italia è drammaticamente in ritardo, per quanto riguarda le politiche per l’innovazione, Internet-oriented e contro il digital divide.

Perché una riforma del copyright, dei brevetti e della proprietà intellettuale è ormai prioritaria, ed è opportuno che chi se ne deve occupare presenti i seguenti requisiti: buon senso, indipendenza e competenza tecnica. Stefano Quintarelli li possiede tutti.

Per questo sostengo la proposta di Quintarelli come presidente dell’AGCOM, che sarebbe in questi giorni sul tavolo del Ministro Passera. Su Twitter l’hashtag da diffondere è #quinta4president. Diamoci da fare.

Update: è in corso una raccolta firme per cercare di fare pressione sul Governo, siamo quasi a 6.000, l’obbiettivo è 100.000. Firmate e condividete! http://www.firmiamo.it/stefano-quintarelli-4-president

Brevetti, copyright e startup: intervista a Michele Boldrin

La mia intervista a Michele Boldrin, autore insieme a David Levine di Against intellectual monopoly. La trovate su Working Capital.

Il pizzo legalizzato. Il fenomeno del patent trolling

Negli States c’è gente la cui attività economica è sostanzialmente assimilabile alla riscossione del pizzo. Il tutto nella perfetta legalità. Ne parlo oggi sul blog di WorkingCapital.

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