I prestigiosi ospiti degli incontri ISPI….
Ieri iMille Magazine ha lanciato un sondaggio in cui si chiede al lettore di indicare i tre peggiori ministri dell’ormai ex Governo Berlusconi.
I “candidati” sono 8: Roberto Maroni, Maurizio Sacconi, Franco Frattini, Renato Brunetta, Giulio Tremonti, Ignazio La Russa, Mariastella Gelmini, Roberto Calderoli.
Una scelta molto difficile, senza dubbio. Ma i risultati mi hanno sorpreso, almeno in un primo momento. Eccoli.
Su un campione di 1878 voti, immagino abbastanza rappresentativo di una platea sostanzialmente di sinistra o di centrosinistra, i tre ministri che in questi anni si sono costruiti la reputazione peggiore sono Mariastella Gelmini, col 25,4%, Renato Brunetta, col 22,74%, e più staccato Roberto Calderoli, che ha totalizzato il 13,53%.
Strano, o forse no. Sembra che i lettori abbiano votato guardando più all’aspetto umano che ai risultati politici dei candidati. Gelmini, Calderoli e Brunetta sono infatti persone insopportabili; ma siamo sicuri che siano proprio i peggiori?
Nella mia classifica, tra i 3 scelti dai lettori c’è soltanto il Ministro dell’Istruzione, che in effetti ha dimostrato più volte, con la sua opera e con le sue dichiarazioni, di essere tragicamente inadatta a ricoprire quel ruolo. Mi lascia perplesso però la “leggerezza” con cui sono stati giudicati Frattini e Tremonti: due uomini che hanno ricoperto ruoli di primo piano all’interno dell’Esecutivo, lo hanno fatto male e tuttavia continuano ad essere sopravvalutati da tutta la stampa e da gran parte dell’opinione pubblica.
Franco Frattini durante i primi giorni della rivolta libica ha dato uno spettacolo pietoso: dal massacro di civili liquidato come questione interna alla Libia, al terrorismo psicologico sull’onda migratoria che avrebbe dovuto colpire il nostro paese. Ma si potrà obiettare che la politica estera alla gente interessa poco. E sia.
Ma un giudizio così lusinghiero, o comunque così poco critico, su Giulio Tremonti mi ha sorpreso. Il tributarista di Sondrio in questi anni infatti è stato il principale artefice della fallimentare politica economica berlusconiana. Nessun provvedimento per il Paese, una gestione dei conti pubblici da ragioniere, e persino la pretesa di apparire all’opinione pubblica come una figura intellettuale di alto rilievo. La grave crisi in cui oggi versa il Paese dimostra il carattere fraudolento della sua opera politica.
Eppure Tremonti è uno dei politici di centrodestra più apprezzati, anche a sinistra, dove gli viene spesso riconosciuta grande competenza in materia. Nonostante tutti i dati ci confermino che l’Italia non cresce da 10 anni ed anzi in 10 anni si è impoverita, che per i giovani trovare un lavoro è difficile, trovarne uno decente è impossibile. E nonostante la realtà quotidiana confermi gli studi statistici.
Ma si sa, Brunetta è più stronzo di Tremonti.