Come forse saprete, recentemente un sito di integralisti cattolici che non voglio citare per non far loro pubblicità ha chiesto che tutti coloro che bestemmiano su Facebook vengano cancellati dal social network e denunciati, come previsto da una norma ancora oggi in vigore che sanziona la bestemmia con una multa.
Al di là dell’episodio, che conferma la nocività sociale di questi clerical-fascisti, a me pare assurdo che nel XXI secolo un privato cittadino venga punito per aver provocato un danno inesistente.
Perché questo è il punto vero della questione: la repressione della bestemmia ha basi giuridiche nulle, visto che l’esistenza del soggetto offeso non è ancora stata provata, nonostante decine di persone abbiano sprecato le loro vite nel tentativo. Finché l’esistenza di qualcosa non è dimostrata, dobbiamo concludere che quella cosa non esiste. E una cosa che non esiste non può essere danneggiata.
Ok, direte voi, però la bestemmia offende il credente. E allora?? Peggio per lui. Dovessimo seguire questo ragionamento, dovremmo vietare anche “porco cane”, ad esempio. I padroni di cani potrebbero offendersi. Per non parlare di tutte le imprecazioni che coinvolgono le prostitute. Praticamente ogni opinione espressa od ogni condotta tenuta da qualcuno può risultare “offensiva” per qualcun’altro.
Quando un ragazzo lascia una ragazza, questa in genere non lo denuncia. Se dicessi ad un amico che cucina da schifo, probabilmente ci rimarrebbe male, ma certamente non mi denuncerebbe. Invece se qualcuno bestemmia, teoricamente può essere denunciato. Dico teoricamente perché la palese inapplicabilità della legge la rende sostanzialmente inapplicata, a meno che uno non si metta a porconare davanti ai carabinieri.
Ma allora, se è una legge sbagliata, stupida e per giunta inapplicabile, cosa aspettiamo ad abrogarla?




