Ieri sera sono stati resi noti i nomi dei sottosegretari e dei viceministri del governo Monti. Molte sono le scelte azzeccate, alcune quelle discutibili: fra di esse spicca la nomina a sottosegretario all’Editoria di Carlo Malinconico. Laureato in Giurisprudenza, ex magistrato e professore universitario, Malinconico dal 2008 è presidente della FIEG (Federazione Italiana Editori di Giornali): è quindi un uomo molto vicino agli interessi anacronistici e corporativi delle case editrici e della stampa tradizionale. Questo signore nel 2010 ebbe la faccia tosta di proporre una “tassa su Internet” per finanziare i giornali.
Davanti ad un’evidente trasformazione della tecnologia di diffusione nel mercato giornalistico, Malinconico si limitava a chiedere a gran voce una nuova tassa per mantenere in vita a spesa dei contribuenti un settore moribondo, che già resiste soltanto grazie ai finanziamenti pubblici.
Sperate nella liberalizzazione dell’Ordine dei Giornalisti? Vorreste porre fine all’uso del denaro pubblico come fonte di sostentamento per la peggiore stampa del mondo occidentale? Credete che sia opportuno modificare, anche solo leggermente, la legge sul copyright?
Beh, non avrete nulla di tutto questo. Questo sottosegretario farà gli interessi della FIEG, della SIAE e di tutte le corporazioni che basano la loro esistenza sullo sfruttamento di rendite monopolistiche, sul parassitismo sociale e sulla protezione legislativa.
Monti, mi dispiace ma stavolta hai toppato.
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