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La Lega riesce sempre a superarsi. In peggio.

Si sa, la politica italiana non è esattamente un modello, per usare un eufemismo piuttosto pesante. è quella in cui emergono in maniera più drammatica tutti i difetti dei sistemi democratici (la visione miope dei politici, la memoria corta degli elettori, la ricerca del consenso a scapito del benessere generale) senza che siano bilanciati dai pregi.

Eppure a volte si rimane sbalorditi davanti al comportamento criminale di certi individui, comportamento che viene sostanzialmente accettato dai militanti, dagli elettori e dai simpatizzanti. Parliamo di Umberto Bossi, che ha annunciato la propria candidatura a segretario della Lega Nord, dopo aver lasciato l’incarico poche settimane fa. Nel frattempo Maroni cerca di mascherare la sua inettitudine strillando ai quattro venti la nuova proposta del partito: la rivolta fiscale. Ecco come la sintetizza il Corriere:

«Aliquota zero sulla prima casa, licenziare Equitalia e, per i sindaci più coraggiosi, intervenire sul patto di stabilità»

Dei veri briganti. Fanno propaganda elettorale sull’IMU sapendo benissimo che quell’imposta è stata introdotta dal Governo Monti per rimediare al buco creato dall’abolizione, nel 2008, dell’ICI sulla prima casa. Misura che fu votata anche dalla Lega, quando ancora era al governo con Berlusconi. Tra le altre cose, con tutte le imposte che si potevano eliminare, pidiellini e leghisti decisero di togliere proprio quella che andava ai Comuni. Alla faccia del federalismo. Ma questo, ovviamente, ai militanti non lo si è detto.

L’affaire Cosentino, i Radicali e la Lega

La richiesta di arresto di Nicola Cosentino su cui la Camera si è espressa ieri in senso negativo, oltre ad aver confermato lo spirito castale ed eversivo con cui opera la maggioranza dei parlamentari, ha messo in luce alcune dinamiche interessanti.

- Per chi avesse dei dubbi al riguardo, ecco la triste conferma: Berlusconi è tutto fuorché un uomo politico finito. Il PdL è ancora saldamente nelle sue mani, a dispetto di tutte le recenti pagliacciate come l’elezione per acclamazione di Alfano a nuovo segretario. Lo diciamo da anni, il Popolo della Libertà è un non-partito, nel senso che NON ha un orientamento ideologico, ma trova la sua ragion d’essere nella tutela parlamentare degli interessi del capo. Un capo che attraverso questo mostro politico riesce ancora a racimolare, secondo gli ultimi sondaggi, il 23% dei votanti. Un’enormità.

- La Lega Nord (fortunatamente) non riesce a liberarsi dall’abbraccio mortale di Umberto Bossi. Nonostante la sua veneranda età e la sua disarmante inettitudine politica, Bossi riesce ancora a controllare il partito, o almeno una sua parte. Quel che basta, in ogni caso, per salvare dall’arresto preventivo gli amici di Berlusconi. Roberto Maroni, se possibile, è ancora più incapace del Senatùr: nonostante abbia dalla sua la maggior parte dei deputati e soprattutto il sostegno della maggioranza dei militanti, non è ancora riuscito a spodestare un ultrasettantenne in precarie condizioni di salute. Per fortuna che i dirigenti della Lega Nord sono stupidi: se avessero realizzato un quinto di quello che hanno promesso, avrebbero portato la Nazione alla rovina.

- I Radicali confermano di essere i talebani del mondo occidentale, degli incorreggibili dogmatici che vivono con la testa tra le nuvole insozzando con il loro comportamento i nobili ideali ai quali dicono di ispirarsi. Con il voto di ieri questi signori hanno garantito al collega Cosentino un trattamento PRIVILEGIATO rispetto a quello che la legge prevede per i privati cittadini. Che l’abbiano fatto avvalendosi di una facoltà loro concessa dalla Costituzione non cambia la sostanza delle cose, anzi la peggiora, visto che trattandosi di facoltà e non di obbligo i deputati mantenevano la piena responsabilità politica delle loro azioni. Negando l’arresto di Cosentino i Radicali hanno violato il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, sostituendosi ai giudici e sospendendo per l’ennesima volta l’applicazione dello Stato di diritto nel nostro Paese. Il PD farebbe bene a escluderli dall’alleanza di centrosinistra alle prossime elezioni: gente del genere va lasciata nel proprio brodo.

Lo stanno scaricando tutti. Ma la Lega rimane al guinzaglio

Il titolo è eloquente. Dopo le parole forti che la presidente di Confidustria Emma Marcegaglia ha pronunciato contro il premier il 20 settembre scorso, oggi Silvio Berlusconi riceve il benservito dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e dal Presidente della CEI, Angelo Bagnasco, cioè da quasi tutti gli amichetti che lo hanno sostenuto più o meno apertamente in questi anni. Gli unici che rimangono fedeli sono i leghisti, che, ormai lo sappiamo, hanno perso qualsiasi parvenza di forza politica autonoma, e si apprestano a votare NO alla mozione di sfiducia presentata dall’opposizione contro Saverio Romano, ministro imputato per mafia. Ma le pressioni si fanno sempre più frequenti, e provengono da personaggi sempre più influenti. Forse laddove ha fallito l’opposizione potrebbero riuscire i mercati e gli organismi internazionali. Speriamo bene.

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