Outinglist di proscrizione

Questa mattina sul blog Listaouting sono stati pubblicati i nomi di alcuni politici (tutti di centrodestra) che, secondo gli autori (anonimi) del blog, sarebbero pubblicamente omofobi e privatamente omosessuali.

Il gesto ha diviso la comunità LGBT e la blogosfera, perché riporta al centro del dibattito pubblico un problema antico: il rapporto tra privacy e diritto di cronaca.

L’operazione “outinglist” è spregevole e disgustosa, e rischia soltanto di danneggiare la causa di gay, lesbiche, trasgender e coppie di fatto. Quello che mi fa specie non è la violazione della privacy dei politici pubblicamente “accusati”. C’è chi pensa che la privacy sia un valore assoluto; c’è chi invece, come il sottoscritto, ritiene che se al comune cittadino deve essere sempre garantita l’inviolabilità della propria corrispondenza e delle proprie comunicazioni, fino a quando queste non sono di pubblico interesse ma possiedono i requisiti della personalità e della sensibiità, sia difficil stabilire un confine netto tra pubblico e privato per quanto riguarda l’uomo pubblico, ed in particolare l’uomo politico.

Il politico in fin dei conti dispone di un potere notevolissimo, incomparabilmente più grande di quello in mano ai cittadini: non sarebbe quindi ragionevole aspettarsi una compressione del suo spazio di privacy? Quali sono le condotte private del politico che non influiscono sulla sfera pubblica, o che non possono essere considerate di pubblico interesse?

In ogni caso, non è questo il punto. Almeno, non oggi. La pubblicazione della lista è criticabile perché è assolutamente inaffidabile, priva di fonti, di dati, di file audio o video, di immagini che possano supportare l’accusa. Se non è possibile accertare la verità di queste informazioni – e non è possibile accertarla, visto che non vi sono link né citazioni di fonti né tantomeno i nomi degli autori – l’intero gesto si riduce alla diffusione di una “lista di proscrizione”, un modo feroce ed incivile di fare politica, che si pensava scomparso da tempo. E che farebbe bene a non ripresentarsi, perché costituisce un grosso ostacolo alla costruzione del clima necessario allo sviluppo ed all’allargamento dei diritti civili nel nostro Paese.

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