A volte basterebbe tacere per fare bella figura

Uno degli enormi danni che il berlusconismo ha provocato al livello del dibattito pubblico in Italia è la noncuranza con cui tutti si riservano il diritto di discettare con supponenza su argomenti che sono ben lontani dal conoscere anche superficialmente. A pensarci un attimo, è probabilmente il danno più grave, perché ha l’obiettivo dichiarato di affermare una sorta di “relativismo da osteria” in cui ciascuno dice la sua e anche la realtà fattuale viene retrocessa a semplice “opinione”: il risultato è che tutti dicono tutto, e alla fine non si è detto un cazzo.

Due autorevoli giornalisti di due ancor più autorevoli quotidiani, Alberto di Majo de Il Tempo e Massimiliano Parente de Il Giornale, ieri ed oggi si sono scagliati contro Wikipedia, rea di aver protestato contro la legge-bavaglio e i notevoli problemi che questa porrebbe al proseguimento della sua attività.

L’articolo di Di Majo è in realtà piuttosto banale: è formato per metà da brani del comunicato che si poteva leggere su Wikipedia nei giorni scorsi, per il resto si limita a riproporre la solita solfa, Wikipedia è “piena di strafalcioni e di fonti incerte” e ritiene che “sarebbe meglio diffondere voci autorevoli”.

Posizioni legittime, per carità. Ma perché dovrebbero essere meritevoli di considerazione? Chi lo conosce questo Di Majo? Pensa di essere un commentatore autorevole soltanto perché scrive su un quotidiano che non vende neanche 50.000 copie al giorno?

Addirittura esilarante è il grande pensatore Massimiliano Parente, che sul Giornale scrive:

Wikipedia Italia chiude? E chisse­nefrega, anzi io festeggio, non ne potevo più. Tanto per cominciare perché a me già solo il principio di Wikipedia fa schifo

Apperò! Avete capito?!? A lui Wikipedia fa schifo, quindi se chiude è contento, non si preoccupa neanche di vedere se funziona o meno, tanto gli fa schifo! Come i bambini con la minestra….

Parente sembra molto offeso perché la voce di Wikipedia che lo riguarda non gli piace. Forse, aggiungo io, non è abbastanza lunga. Evidentemente per la comunità dell’enciclopedia non è un personaggio degno di particolare interesse. Aggiunge piccato che ciò che Wikipedia fa “in sintesi è dare la possibilità di disegnare il vostro ritratto pubblico ai vostro peggior nemico”. Che poi, volendo essere onesti, sarebbe il vero compito di una stampa libera ed indipendente.

Poi inizia la tirata populistica da “bar dello sport”:

il principio base è la deresponsabilizzazione assoluta, dove viene scambiato per «censura» l’intento di impedire una dittatura dell’anonimato, il contrario della libertà di stampa e di espressione

Qui Parente semplicemente dice una fesseria: possiamo discutere quanto vogliamo sull’opportunità dell’anonimato in Rete, ma più anonimato significa un grado maggiore di libertà d’espressione, perché, non trovandoti, è più difficile che qualcuno riesca ad impedirti di dire quello che stai dicendo o riesca a punirti per quello che hai detto.

Adesso arriva la perla:

tuttavia, se vi sentite offesi o diffamati, potete provare a protestare, e sperare che vi ascoltino, perché Wikipedia si impegna «nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia», e chi sarebbero le fonti terze se non conosco neppure le prime e le seconde?

Se Parente avesse guardato in fondo ad ogni voce di Wikipedia, avrebbe notato nella stragrande maggioranza dei casi delle scritte tutte allegre, colorate di blu, i “collegamenti esterni”, detti anche “link”, che conducono appunto alle fonti di quella voce. Bello eh??

Infine, non poteva mancare un po’ di opera di delegittimazione in pieno “Giornale style”

In generale, d’altra parte, internet funziona così: puoi scrivere tutto su tutto, non devi verificare nulla, non devi rispondere di nulla, non devi firmarti, altrimenti è censura. Inoltre, per paradosso, la fonte non controllata e non controllabile, anziché screditarsi da sola, pretende di essere autorevole. Eppure le informazioni anonime fanno pensare più ai regimi totalitari che alle democrazie; eppure per aprire un giornale si richiede un direttore responsabile sottoposto ai controlli e alle sanzioni di un ordine professionale.

Tralasciamo la sviolinata ad una delle peggiori corporazioni esistenti al mondo, causa principe dello stato penoso della stampa nel nostro Paese. Il punto centrale che questi signori non capiranno mai è che l’autorevolezza di Wikipedia deriva proprio dal suo essere un’opera di massa, perché la cultura collettiva di 1000 persone, per quanto ignoranti possano essere, sarà sempre maggiore di quella di un esperto tuttologo, per quanto grande possa essere il suo genio. Se poi il genio ispiratore dell’opera si chiama Giovanni Gentile, cioè il criminale che con la sua riforma ha affibbiato all’Italia un sistema d’istruzione fascistoide ed idealistico che permane ancora oggi ci vuole ben poco a fare di meglio.

Il principio di autorità – cioè, in sostanza, lo spegnimento del proprio cervello e l’adeguamento del proprio comportamento alle prescrizioni di chi è famoso, ricco e potente – è ciò che di più totalitario possa esistere nel modo di concepire l’educazione di una persona. è totalitario perché le grandi masse finiscono per dipendere da un’unica voce, ed è totalitario perché quella stessa voce è facilmente influenzabile da altri centri di potere maggiori.

Parente può pure brindare alla sua Treccani da 300.000 voci, costosissimo relitto di un’epoca che non tornerà. Vuol dire che si perderà le 850.000 voci in italiano e le 3.760.000 in inglese di cui Wikipedia dispone.

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Comments

  • antigod2112  On 10/06/2011 at 9:27 pm

    Minchia, che coda di paglia questo Parente. In poche parole la summa del suo articolo è “Wikipedia è brutta perchè non parla bene di me”. Che poi, non essendo io – per fortuna – un affezionato lettore del Giornale, Massimiliano Parente non l’avevo mai neppure sentito nominare, figuriamoci cercarlo su Wikipedia; quindi non so cosa dicesse di tanto scabroso quella voce. E’ evidente però che il nostro amico non ha idea di cosa stia dicendo, perchè altrimenti saprebbe che ogni voce di Wikipedia che non presenta abbastanza fonti o è ritenuta parziale e faziosa, presenta un avviso che avverte i lettori del problema, con tanto di link per partecipare alla discussione su come migliorarla (che è il principio meno totalitario e più democratico del mondo).
    Ma in fondo il mio discorso parte da una premessa impropria: Wikipedia è a favore della conoscenza e della cultura, il Giornale le osteggia in nome della propaganda.

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  • Roberto Ruocco  On 10/07/2011 at 12:29 am

    Io parlerei di forza dell’ignoranza ed spinta alla diffidenza verso tutto e tutti.

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    • Lorenzo Tondi  On 10/07/2011 at 8:12 am

      Riferito ai due giornalisti?

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