Il riflusso clericale

La crisi europea del debito e la desolante incapacità di questo governo di combatterla ci hanno tenuto occupati, in questi giorni, e abbiamo prestato la dovuta attenzione ad un fenomeno preoccupante: il ridimensionamento delle istanze laiche in Tunisia e in Libia. C’è infatti il rischio che il percorso di democratizzazione dei due paesi venga rallentato o stroncato dall’affermazione delle forze islamiste.

Ieri in Tunisia si sono svolte le elezioni politiche, e dalle prime proiezioni sembra che il partito islamico Ennahdha sia in netto vantaggio, intorno al 40%.  Questo successo è in parte dovuto alla diffusione capillare che il partito poteva vantare da anni grazie alla lunga opposizione, e in parte è responsabilità di un’assurda divisione delle forze laiche e progressiste in una miriade di gruppi differenti (vi ricorda qualcosa?). Gli analisti non sanno bene cosa aspettarsi da Ennahdha, che in passato portava avanti istanze integraliste ma che ora sembra aver adottato posizioni più moderate.

In Libia il Presidente del Consiglio Nazionale di Transizione, Mustafa Abdel Jalil, ha dichiarato durante la cerimonia per la celebrazione della liberazione libica che il Paese sarà governato secondo i principi della Sharia, la legge islamica. Il Ministro Frattini, dimostrando la consueta confusione mentale, ha dichiarato: “La cosa che conta è che la shari’a lasci le libertà, la libertà di religione, di costruire chiese cristiane”. Ma il timore è di dover aver a che fare presto con dei nuovi Ahmadinejad.

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Comments

  • Jack Brusco  On 10/25/2011 at 5:43 pm

    Posso dire che forse alla fine non e’ una tragedia che Ennahda abbia vinto le elzioni in Tunisia? Voglio dire, dopotutto le ribellioni della Primavera Araba erano contro regimi laici (o quasi laici, comunque non islamisti) che per decenni hanno trattato le popolazioni locali come bestiame. Nel corso di questi regimi sanguinari, chi si e’ opposto con maggior forza e voce a queste dittature? Proprio gli islamisti. Quindi non e’ una gran sorpresa che stiano avendo tutto questo successo nelle elezioni post-primavera araba. Non solo, ma specialmente in Tunisia si stanno rivelando molto aperti ai partiti laici…chissa’ che non diventino qualcosa su modello dell’AKP turco? Forse il mio paragone e’ un po’ tirato, ma se fosse realistico di rivelerebbe una doppia vittoria: le popolazioni locali avrebbero un governo praticamente democratico (almeno rispetto a quello che avevano prima) e noi occidentali abbiamo dei leader ragionevoli con cui comunicare, e non una miriade di piccoli Ahmadinejad. Non ci resta che vedere come si comportano i Fratelli Musulmani in Egitto, credo che quella dovrebbe essere una major benchmark che determinera’ il comportamento di molti altri estremisti islamici nella regione.

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  • Lorenzo Tondi  On 10/26/2011 at 8:35 am

    Che la vittoria di Ennahdha non fosse una gran sorpresa probabilmente è vero. Che sia un fatto positivo è un altro discorso.

    A me interessava puntualizzare che:

    1) in Tunisia una maggioranza laica c’è, soltanto che si è presentata divisa e ora rischia di risultare poco rilevante nella formazione del governo.

    2) il rischio di una deriva fondamentalista è qualcosa che dobbiamo tenere ben presente. Forse non in Tunisia, dove l’opposizione parlamentare agli islamisti sarà comunque consistente, e dove probabilmente l’opinione pubblica è più consapevole e informata di quella libica. Ma a Tripoli non so cosa possa accadere: a giudicare dalle parole dei dirigenti del CNT, niente di buono. Ma si vedrà. L’Egitto è un’altra grande incognita: i militari sono ancora al potere e sembra che non vogliano lasciarlo. Se non ci sarà una grande risposta da parte dei partiti laici, anche lì c’è il rischio che i Fratelli Musulmani ottengano un consenso unanime. E vedere un partito islamista abbastanza radicale salire al potere in un paese che ha già vari problemi di convivenza tra copti e musulmani sarebbe preoccupante.

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  • Jack Brusco  On 10/26/2011 at 1:53 pm

    che gran bordello

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  • hqas  On 02/28/2014 at 11:59 am

    This goes on to show that American and European goverments have to stop meddling into the affairs of other countries, Mr. Qadafi was a great friend of both USA and Europe, please check these cold and chilling facts, http://verdict.justia.com/2011/08/31/when-qaddafi-was-our-friend
    Secondly, the Gallop poll conducted in 2012, found that Libyans had “among the highest approval” of US leadership, so basically WEST continued to support a dictator for their own vested interests. Such hypocrisy can only happen in the WEST. Till the time, Mr. Gaddafi played like a puppet into the hands of USA and others, all was well in Paradise. When he said no no, NATO moved its military intervention to bring the model of WESTERN democracy by droning and invading. Then the Western outrage post intervention when Libyans said ok, thank you and now we will have Sharia law in our country (which in any-case is a lunatic idea)
    It’s pretty sad that the USA aligns itself with rogue nations and corrupt empires in the name of money and/or politics. If this was not happening, Libya new’s government was not able to bring Shariah within constitution in particular for women rights,that have taken a huge blow post this Libyan Spring! Thanks to WEST, first Libyans had a dictator (thing were far from good during his rule) and now the country has gone totally haywire. The so called trump card of WEST, NATO that they are saving women rights is a lie, as their actions prove them time and again.
    Mr. Al Mahdi Mostafa Al Mahdi Gouda was a Libyan that was picked in Pakistan, where he was in hiding after being on the USA hit-list. His crime goes way back in history when USA was out-sourcing torture and other terrorist type jobs to the Libyans. It was a case of job turned sour and so he was terminated before he could do more damage to the folks sitting in White House…:-/
    Probably you might already be aware of these things, but Qadafi became what he was with a lot of international support of G-8, USA and prominent politicians. But now, the Libyans are paying the price of this game, what a tragedy.

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    • Lorenzo Tondi  On 03/02/2014 at 2:56 pm

      I completely agree with you on this matter: West’s support of african and middle east dictatorships has nefandous consequences for the development and the progress of these regions.

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