Il Vaticano mostra i muscoli

Avrete sicuramente letto della polemica scoppiata qualche giorno fa in seguito all’esposizione, a Roma, di un cartellone pubblicitario della Benetton raffigurante un bacio tra Joseph Ratzinger e Ahmed al-Tayyeb, Imam della moschea del Cairo.

Le reazioni non si sono fatte attendere, e come prevedibile sono pregne di dogmatismo e intolleranza: Luca Borgomeo, presidente dell’associazione dei telespettatori cattolici Aiart, considera la campagna “un’offesa al cattolicesimo” e chiede che venga ritirata. Forse vi ricorderete del caso scoppiato nel 2005, in merito ad alcune vignette raffiguranti Maometto pubblicate su un quotidiano danese. Vi furono violente proteste nel mondo islamico, e in Europa molti difesero (giustamente) la pubblicazione di quelle immagini, a garanzia della libertà d’espressione degli autori. Il Vaticano, bisogna dirlo, si comportò coerentemente alla sua tradizione illiberale ed autoritaria, dichiarando che

“Il diritto alla libertà di pensiero non può offendere il sentimento religioso dei credenti di qualsiasi religione”.

In sostanza, dicono i preti, ognuno è libero di esprimere il suo pensiero, purché esso non sia in contrasto con ciò che penso io. Sai che libertà! Quest’atteggiamento è ribadito e confermato dalle reazioni indignate di questi giorni. “Inaccettabile”, “si deve tutelare l’immagine del Papa”. Si parla di lui come fosse un marchio, lo si parifica di fatto ad una marca di detersivo, o di dolci al cioccolato. Niente di male, visto che in effetti la Chiesa Cattolica è un’azienda. Peccato che le modalità, secondo il Vaticano lesive della sensibilità dei fedeli, abbiano anche l’aggravante di essere “tipicamente commerciali”. è proprio necessaria tutta questa ipocrisia??

Alla fine l’immagine è stata ritirata. Una piccola ma significativa vittoria per gli ambienti cattolici più reazionari? Sì e no.

Sì, perché la campagna di Benetton proponeva, attraverso un uso spregiudicato del montaggio, messaggi di fratellanza e di tolleranza tra religioni e culture differenti. Messaggio che non potrà essere più essere visibile nelle strade, grazie alla censura vaticana.

No, perché l’immagine ritirata circola su Internet e sarà impossibile rimuoverla, nonostante la Segreteria del Vaticano abbia dato mandato ai propri legali “di intraprendere in Italia e all’estero, le opportune azioni al fine di impedire la circolazione, anche attraverso i mass media, del fotomontaggio realizzato nell’ambito della campagna pubblicitaria Benetton”.

Queste poche righe rendono pienamente la miseria morale di una classe dirigente vaticana vecchia, autoritaria ed incapace di parlare la lingua della modernità. Lingua che ha tra i suoi verbi fondamentali le libertà civili e il dialogo interreligioso. Altro che islamici, i fanatici ce li abbiamo anche noi, e hanno la loro sede centrale a Roma.

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