Gli F 35 e un esercito troppo disinvolto

Sulla rete e sulla stampa cartacea tiene banco in questi giorni la questione dei 131 caccia F 35 acquistati dal nostro paese come previsto da un programma militare congiunto con gli USA. Velivoli a cui il ministro della Difesa Gianpaolo Di Paola non vuole rinunciare. La motivazione con cui gli inviti a ritirarsi dal programma sono stati rispediti al mittente è che il suddetto ritiro comporterebbe il pagamento di una penale molto salata. In sostanza, abbandonare il progetto risulterebbe più costoso che procedere nell’acquisto.

La polemica era ormai rientrata, ma un’inchiesta di Altreconomia ha dimostrato che le cose stanno diversamente. Ciò che l’Italia dovrebbe pagare, qualora decidesse di non comprare più gli F 35, è la sua quota dei costi fissi iniziali del progetto, 904 milioni, più un miliardo per la fase di sviluppo e 800 milioni per l’impianto di assemblaggio di Cameri. In tutto fanno 2,7 miliardi. Si tratta di costi fissi, cioè soldi “già spesi”, la cui destinazione non può essere cambiata. è diverso per i caccia. Non li abbiamo ancora comprati, possiamo ancora decidere se farlo o meno, e se non lo facciamo non dobbiamo sottostare a costi aggiuntivi. In economia vengono chiamati costi variabili.

A questo punto dobbiamo domandarci: vale la pena affrontare, da qui al 2026, un esborso che a seconda delle stime va dai 13 ai 20 miliardi di euro? Ne abbiamo bisogno? Comprare 131 aerei da combattimento è una priorità per il nostro paese? è opportuno che, in tempi che esigono una ferrea disciplina di bilancio, mentre i cittadini fanno pesanti sacrifici, si faccia un regalo del genere alle Forze Armate?

Sono domande retoriche, la risposta è ovviamente NO. In tutta sincerità, al di là della mia profonda avversione per la divisa e per il militarismo, non riesco a trovare un valido motivo per cui dovremmo impiegare 15 miliardi in questo modo. Soprattutto in questi anni e nella situazione in cui siamo. In un contesto che esige tagli pesanti agli sprechi di Stato appare indispensabile comprendere tra questi ultimi anche gli organici elefantiaci delle nostre forze di sicurezza. Che non hanno alcuna giustificazione economica, sociale o geostrategica. Rendere ancora più costoso un settore già sovradimensionato non è la strada da percorrere.

Questo progetto fa gli interessi dell’industria bellica e dei militari, non quelli della Nazione. Il Governo farebbe bene a metterlo da parte: al di là del costo, darebbe un bel messaggio all’opinione pubblica.

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Comments

  • elianigris  On 01/04/2012 at 1:37 pm

    Io dico che fare i pacifisti con il culo parato dagli altri e` molto facile. Noi non paghiamo i caccia, paghiamo le guardie del corpo, a mio parere.

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  • Lorenzo Tondi  On 01/04/2012 at 1:58 pm

    Con il culo parato dagli altri? E cioè da chi?

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    • elianigris  On 01/04/2012 at 2:06 pm

      Quelli che ci vendono i caccia.

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      • Lorenzo Tondi  On 01/04/2012 at 2:10 pm

        Gli americani? Fammi capire, tu pensi seriamente che spese così ingenti per la difesa siano giustificate da un pericolo effettivo proveniente dall’esterno? Dai, non raccontiamoci cazzate. Anche se distribuiti in 15 anni, 15 miliardi sono sempre 15 miliardi. Con tutti i problemi che abbiamo in Italia buttarli nel cesso in questo modo mi sembra assai poco saggio.

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  • Roberto Ruocco  On 01/04/2012 at 7:11 pm

    Guarda che la nostra spesa militare è molto bassa, se paragonata alle altre nazioni europee, forse solo la Germania naviga sugli stessi livelli, ma per motii storico-politici. Detto ciò, non sono un guerrigliero, ma è inutile dimenticare che avere una mazza vale soprattutto per far sapere agli altri che hai la mazza, non per usare effettivamente la mazza. In ultimo, credo che il caso più importante da analizzare non è i 15 miliardi ne valgono la pena o no, ma a chi è stato affidato la fornitura di tali malvagie creature, mica l’arcinota Finmeccanica???

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    • Lorenzo Tondi  On 01/05/2012 at 11:30 am

      La nostra spesa militare è più bassa, è vero, e non è un caso. Quella della Gran Bretagna è più alta, d’altro canto loro hanno sempre affiancato le imprese militari americane con un impegno molto maggiore del nostro. Non vedo perché dovremmo aumentare la nostra spesa.

      “Detto ciò, non sono un guerrigliero, ma è inutile dimenticare che avere una mazza vale soprattutto per far sapere agli altri che hai la mazza, non per usare effettivamente la mazza.”

      Guarda, io non sono pacifista, lo sai bene (ti ricordo che mi sono dichiarato a favore della guerra in Libia). Però credo che, non dico la classe politica, ma almeno la sinistra progressista, dovrebbe abbandonare un certo atlantismo estremista, secondo il quale sostanzialmente “gli americani ci proteggono e quindi dobbiamo fare tutto quello che dicono”. Veramente, voi siete convinti che ci sia il minimo rischio di un’invasione straniera di territori europei? Dico, siete matti?

      Invadere l’europa non conviene a nessuno. Tutti i paesi occidentali sono legati da antichi vincoli di collaborazione ed alleanza. I paesi in via di sviluppo stanno crescendo a ritmi impressionanti anche grazie agli intensi scambi commerciali che intrattengono con noi.

      Infine, consideriamo una volta tanto la materia in un’ottica europea: se sommiamo le forze armate dei singoli stati membri abbiamo più di 1.600.000 soldati in servizio attivo, 2 milioni e mezzo di riserve e 750.000 forze paramilitari. Un esercito secondo soltanto a quello cinese.

      Sempre a livello europeo, abbiamo la marina più numerosa del mondo (più numerosa anche di quella americana), la seconda concentrazione di mezzi corazzati e aerei del mondo. Il tutto con un budget di 300 miliardi contro i 700 degli USA. Tutti i dati qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Military_of_the_European_Union

      Morale? Se veramente abbiamo paura che qualcuno ci invada, dovremmo integrare le forze armate europee in un unico esercito comunitario (chiaramente ridimensionandolo in termini di uomini e mezzi). Ma comprare altri aerei dagli USA (a maggior ragione in questa quantità) mi sembra un bel regalo alla Lockheed Martin e poco altro.

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      • elianigris  On 01/05/2012 at 6:32 pm

        Io credo che acquistare gli F35 sia semplicemente una sorta di pegno nei confronti di chi, bene o male, ci difende e ci ha difeso in passato, di chi va a morire anche per noi e ci permette di vivere più sicuri. E credo che sia anche comprensibile doverlo pagare peraltro. Io sono un non violento, non un pacifista. Credo che la guerra in Libia sia stata giusta e sono contento del fatto che in Afghanistan ci siamo noi e non i talebani. Credo che il mondo starebbe meglio se ci fossero regime changes in Iran e in Siria. Credo, in poche parole nel regime change, nel momento in cui un popolo si ribella e viene soppresso da un dittatore, perché credo nella democrazia e credo che sia una conquista. Credo sia un dovere morale aiutare quei popoli e credo sia un discorso molto di sinistra (Hitchens non va ricordato solo quando muore) e molto italiano (nel 1943 grazie a Dio il regime change c’e` stato in Italia, per dire, ora ci tocca restituire i favori). Per questi motivi credo che non sia scandaloso spendere quei soldi. Possiamo decidere di comprarne per 10 mld piuttosto che per 15 per ragioni simboliche, ma non sono contrario all’acquisto dei caccia. Peraltro, noi in Italia facciamo cosi` gli sgargianti sulle spese militari perché a differenza di USA, UK e Spagna noi non abbiamo subito grandi attentati nel decennio passato. Tutta questa morale cambierebbe l’istante dopo che il primo pazzo si fa saltare in aria nella metropolitana di milano.

        Diciamo anche un ‘altra cosa, che se poi noi i caccia non li compriamo, non possiamo poi lamentarci se i francesi e gli americani fanno la guerra in libia (mettendoci soldi e armi) e poi in libia le concessioni non vanno più all’eni, per esempio. Sono tutte valutazioni che vanno fatte a mio avviso.

        E comunque, alla fine di tutto, ribadisco: non paghiamo 15 mld per i caccia, paghiamo 15 mld per non dover mandare uomini a morire in Libia e per poterci permettere di dire che noi abbiamo nella costituzione la frase “l’Italia ripudia la guerra”. Questa non e` una mia opinione penso sia più che verosimile.

        (capisco che nella sinistra di oggi dire queste cose sia quasi peggio che parlare di articolo 18, pero` a mio avviso e` cosi`).

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  • Lorenzo  On 01/05/2012 at 9:13 pm

    Intravedo almeno due buoni motivi per sostenere questa spesa: uno di carattere economico e uno di carattere strategico. Per quanto riguarda il primo, credo occorra tenere presente le esternalità che potrebbero derivare da questo acquisto. Senza considerare il beneficio di avere un alleato al quale appaltiamo la nostra difesa militare e al quale spesso vendiamo macchinari bellici (da ultimo mezzi lince e elicotteri di mbda), comprare questi caccia potrebbe in un certo senso permettere di ridurre le spese militari per via dell’azione di deterrenza che questi comportano. Un Paese non viene attaccato solo se mantiene un buon livello di deferenza nei confronti di possibili aggressori e in caso di attacco (cosa che non escluderei a priori) le spese ovviamente aumentano di molto. Escluderei sia un fattore di deterrenza a livello europeo sia l’integrazione degli eserciti. Il primo verrebbe a mancare proprio a causa della mancanza della seconda e la seconda comporta un processo di integrazione politica molto forte che non a caso è già fallito con la CED del 1952.
    Per quanto riguarda il secondo fattore, quello strategico, credo l’Italia possa ancora ambire a svolgere un ruolo di speace keeping riconosciuto a livello internazionale nel Mediterraneo. Lo hanno dimostrato in particolare le crisi in Libano. Le relazioni internazionali sono fatte di equilibri che passano anche per il ruolo che un Paese riesce ad avere nel mantenere la pace e la sicurezza (obbirttivo principale dell’ONU) o favorire le transizioni democratiche nelle aree di interesse. Nel nostro caso il Mare Nostrum.

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    • Lorenzo Tondi  On 01/09/2012 at 6:57 pm

      “comprare questi caccia potrebbe in un certo senso permettere di ridurre le spese militari per via dell’azione di deterrenza che questi comportano. Un Paese non viene attaccato solo se mantiene un buon livello di deferenza nei confronti di possibili aggressori e in caso di attacco (cosa che non escluderei a priori) le spese ovviamente aumentano di molto”

      Già, mentre adesso abbiamo spese militari altissime perché le nostre forze armate sono sempre impegnate a ricacciare indietro gli invasori, no? Ma chi mai dovrebbe attaccarci? Veramente io mi stupisco che siate convinti che il mondo sia pieno di nazioni desiderose di attaccare l’Occidente, perché NON è così. La guerra non è Age of empires.

      “Escluderei sia un fattore di deterrenza a livello europeo sia l’integrazione degli eserciti. Il primo verrebbe a mancare proprio a causa della mancanza della seconda”

      grazie tante. Proprio per questo c’è bisogno della seconda.

      “e la seconda comporta un processo di integrazione politica molto forte che non a caso è già fallito con la CED del 1952.”

      ne è passato di tempo dal ’52, non credi?

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      • Lorenzo  On 01/09/2012 at 8:21 pm

        Nella storia da Carlo V a Saddam chi disponeva di un esercito forte ha sempre attaccato chi non aveva forze armate adeguate. Non mi sentirei di sostenere che siamo diventati tutti più buoni. Sopratutto se pensiamo che l’Occidente non è che una cittadella arroccata sui suoi privilegi in confronto al resto del mondo e che abbiamo dei nemici. L’integrazione degli eserciti è un passo sul quale non ci sono nemmeno discussioni: gli Stati dovrebbero rinunciare a una fetta troppo grossa della loro sovranità.

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  • Lorenzo Tondi  On 01/09/2012 at 7:10 pm

    @elia: scusami ma hai scritto un sacco di banalità

    “Io credo che acquistare gli F35 sia semplicemente una sorta di pegno nei confronti di chi, bene o male, ci difende e ci ha difeso in passato, di chi va a morire anche per noi e ci permette di vivere più sicuri. E credo che sia anche comprensibile doverlo pagare peraltro.”

    inizio ricordandoti che l’Italia è uno stato sovrano. Continuo facendoti notare che le cose che hai scritto, le romanticherie sui poveri ragazzi che vanno a morire per noi e ci permettono di vivere più sicuri, sono becera propaganda nazional-militarista, di quelle per cui “non possiamo criticare la divisa, ci proteggono dai nemici”.

    Gli Stati Uniti in questi decenni non ci hanno certo “protetto” perché gli stiamo simpatici, o perché facciamo la pizza buona. Ci hanno protetto perché eravamo una base strategica per il controllo dell’est europa. Quindi evitiamo la fiera dei buoni sentimenti.

    “Credo che la guerra in Libia sia stata giusta e sono contento del fatto che in Afghanistan ci siamo noi e non i talebani.”

    D’accordo sulla Libia. Sull’afghanistan, ti faccio notare che i mujaheddin (da cui sono emersi i talebani) sono stati pesantemente aiutati dagli americani negli anni ’80. Questo dimostra che quando intervieni militarmente in situazioni che non conosci con la scusa dell’esportazione della democrazia combini soltanto un sacco di cazzate.

    “Tutta questa morale cambierebbe l’istante dopo che il primo pazzo si fa saltare in aria nella metropolitana di milano.”

    Questa è bella. Perché secondo te quegli aerei verrebbero impiegati per scovare gli islamisti con la cintura di tritolo?? Dai, non scherziamo.

    La cosa che mi lascia basito è che tu pensi di poter conciliare la tua posizione europeista con una subalternità imbarazzante ed ingiustificata nei confronti della politica estera statunitense. Sono due cose che si escludono a vicenda. Chi vuole un europa federale sa bene che una sua condizione indispensabile è una politica estera e di difesa unica. Compresa l’organizzazione delle forze armate.

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  • Lorenzo Tondi  On 01/09/2012 at 8:37 pm

    @lorenzo: http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200703231541519413&chkAgenzie=TMFI&titolo=Merkel,%20serve%20un%20esercito%20europeo%20e%20commissione%20piu'%20efficiente

    questo nel 2007. Recentemente Sarkozy ha fatto sfilare in non mi ricordo più che occasione, a Parigi, una selezione di soldati provenienti da tutta l’Unione.
    L’integrazione degli eserciti non è così difficile da realizzare, che molti non vogliano ancora farlo è un altro discorso.

    Che c’entra Carlo V?? Non siamo mica nel Rinascimento! Gli interessi economici sono troppo forti per permettere lo scoppio di una guerra su larga scala.

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  • Nicola  On 02/06/2012 at 3:50 pm

    Per quanto riguarda l’F35 la questione nn è così semplice. L’Italia ha si investito parecchi soldi nel progetto, ma oltre ai 131 F35 che le verranno consegnati, quegli investimenti ci hanno consentito di essere partner di secondo livello degli USA nel progetto il che significa che quando gli F35 verranno venduti ad altri Paesi non facenti parte del consorzio, il nostro Paese avrà una fetta dei ricavi che consentirà in parte di rientrare dell’investimento iniziale. Oltre a ciò la Lockheed Martin ha sceto l’Italia come sede della produzione e dell’assistenza per l’area SEMEA (South Europe Middle East Africa) il che vuol dire diversi posti di lavoro per aziende aereonautiche italiane. Questo ovviamente senza considerare le ragioni strategiche che rendono/renderanno l’F35 un asset fondamentale per la difesa aerea italiana. Per esempio qualche anno fa è entrata in servizio la portaerei Cavour. Siccome noi nn siamo gli USA la Cavour è una portaerei a ponte corto il che implica che solo aerei a decollo verticale possono alzarsi in volo dalla Cavour. Ora sulla Cavour si usano gli Harrier inglesi che però sono ben oltre il loro ciclo di vita operativa e vanno sostituiti. Al momento l’unico aereo che può essere imbarcato sulla Cavour è proprio F35, in particolare la variante B. Se noi rinunciassimo agli F35 significherebbe che nel giro di pochi anni ci ritroveremmo con una portaerei senza aerei, che è ovviamente qualcosa di assurdo. Forse come spesso accade la saggezza sta nel mezzo, ovvero quei 131 F35 possono scendere magari a 100, tagliandone una 30 di quelli destinati all’aeronautica, ma rinunciarvi in tutto mi sembra davvero una scelta sbagliata sotto tutti i punti di vista.

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    • Lorenzo Tondi  On 02/06/2012 at 6:07 pm

      L’obiezione che fai, Nicola, è senza dubbio la più valida, essendo prettamente tecnica.
      Il discorso occupazionale mi sembra sensato solo fino ad un certo punto: perché se l’obbiettivo è creare occupazione a tutti i costi, mi pare che la tradizione italiana delle opere pubbliche eternamente in costruzione la dica lunga sulla nostra esperienza. A questo punto tanto vale mettere la gente a scavare buche e poi a ricoprirle. Il cosiddetto “keynesianismo bastardo” che noi abbiamo applicato per decenni e che ha costruito il debito che oggi abbiamo.

      Il discorso strategico è importante. Non sono un esperto di strategie militari, se questi F 35 sono così indispensabili al fine di sostituire gli Harrier, effettivamente si potrebbe pensare ad un acquisto in proporzioni minori rispetto a quanto stabilito inizialmente.

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      • Nicola  On 02/06/2012 at 8:14 pm

        Dal punto di vista strategico le cose purtroppo o per fortuna stanno così. Magari però si potrebbe discutere se che senso avesse varare una portaerei a ponte corto quando non si era sicuri di avere degli aerei decenti da metterci sopra (all’epoca in cui si inziò a costruire la Cavour l’F35 era in fase embrionale e si sapeva che quando la nave sarebbe stata pronta gli Harrier sarebbero stati a fine ciclio). Per il discorso dell’occupazione e della brutta tradizione di assistenzialismo italiano mi trovi d’accordo, ma + che altro il mio discorso era per sottolineare ke tra introiti delle vendite di aerei ad altre nazioni e introiti indiretti derivanti da occupazione e know how acquisito dalle aziende nazionali (per inciso l’italia partecipa al progetto F35 tramite finmeccanica che è ancora a partecipazione statale) il costo degli aerei sarebbe abbastanza inferiore di quello preventivato. Sul fatto della riduzione della commessa i margini per risparmiare qualcosa ci sono tutti. Per cominciare si potrebbe partire dal fatto già accennato che dei 131 F35 circa 90 sono per l’aereonautica e gli altri 31 alla marina. Ora tra quei 90, nn si capisce per quale assurda ragione ne sono stati ordinati 21 della variante F35-B ossia quelli da nave a decollo verticale, ma ovviamente l’aeronautica nn ha la necessità di far partire i suoi aerei in verticale visto che sarebbero tutti stanziati in basi dove le piste di decollo sono belle lunghe. Quindi per risparmiare una buona idea potrebbe essere quella di tagliare questi 21 F35-B dell’aeronautica mantenendo invece gli altri 30 che sono come detto assolutamente necessari per la marina.

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