La crescita impetuosa di Google Plus

Quanti di voi hanno sentito parlare di Google Plus? Probabilmente molti. Quanti lo usano? Verosimilmente, quattro gatti. Ma le cose stanno cambiando, ed anche più velocemente di quanto potremmo immaginare.

Ne ha parlato qualche giorno fa Paul Allen, fondatore di Ancestry.com ed autodefinitosi “unofficial statistician” del social network di Google.

Qui sotto un estratto del suo post:

Secondo il modello predisposto da Allen, a fine dicembre Google Plus avrebbe raggiunto i 62 milioni di membri, registrando un tasso di crescita giornaliero di circa 625.000 persone.

Se questo tasso di crescita dovesse rimanere stabile (ipotesi piuttosto improbabile, per i motivi che vedremo in seguito), il 27 gennaio gli utenti sarebbero 80 milioni; il 27 marzo, più di 118. A fine dicembre del 2012 Plus supererebbe la soglia dei 290 milioni.

Con un “portafoglio” di circa 300 milioni di utenti, Google + avrebbe tutte le carte in regola per insidiare pericolosamente il primato di Facebook. Se il tasso di crescita rimarrà stabile. Ma non sarà così. I membri non si limiteranno ad aumentare, ma aumenteranno sempre più velocemente, e dunque ogni giorno il tasso di crescita sarà sempre maggiore. Come si può spiegare questo fenomeno?

Si può spiegare grazie alle cosiddette esternalità di rete: situazioni in cui il valore che un prodotto ha per un consumatore dipende dal numero di consumatori che utilizzano quel prodotto. Il settore tecnologico è quello in cui queste esternalità emergono con tutta la loro forza. Gli esempi sono numerosi: perché i sistemi operativi Linux, pur essendo di ottima qualità, non sfondano? Perché non sono riusciti ad imporsi nei primi anni di vita del settore; ora hanno una quota di mercato molto bassa e sono poco utilizzati, gli sviluppatori  dei giochi e dei software più diffusi non hanno quindi voluto creare applicazioni per sistemi di questo tipo. I consumatori, di conseguenza, continuano a non usare sistemi Linux. E così via, in un circolo vizioso che è difficile spezzare.

Lo stesso discorso vale per Windows, ma con effetti opposti. Microsoft è riuscita ad ottenere il monopolio nel mercato dei sistemi operativi già nella metà degli anni ’80, attraverso pratiche predatorie ed anticoncorrenziali che purtroppo l’autorità antitrust USA non ha potuto o voluto impedire. Nonostante il successo del Mac, mantiene ancora oggi questo monopolio. Come mai? Perché la qualità di Windows è particolarmente elevata? No, perché è un sistema usato da tutti, quasi tutte le aziende producono software compatibile solo con Windows, quindi i consumatori continuano ad usare Windows.

Nel settore dei social network le esternalità di rete sono ancora più rilevanti. Facebook ora vale miliardi di dollari non perché sia un sito particolarmente ben fatto o per altri motivi, ma soltanto perché può offrire agli inserzionisti pubblicitari una platea di 800 milioni di clienti potenziali!

Perché, nonostante le politiche di Facebook non siano molto rispettose della privacy e dei diritti dell’utente, la stragrande maggioranza degli stessi utenti continua a frequentare il sito? Perché se si cancellasse perderebbe tutti i contatti che ha accumulato, tutto il patrimonio di link e status condiviso con gli altri. Un patrimonio che non potrebbe ricostruire da nessun’altra parte.

Google, pur essendo entrata solo quest’estate nel mercato dei social network, è un’azienda enorme, ha una potenza di fuoco impressionante, domina il settore dei motori di ricerca e quello dei sistemi operativi per smartphone: ha quindi moltissime occasioni per convincere i suoi clienti ad iscriversi a Plus. E qui arriviamo al punto fondamentale: più utenti si iscrivono a Plus, maggiore sarà il valore del sito agli occhi dei potenziali clienti, degli inserzionisti e degli sviluppatori di applicazioni (ad esempio, Zynga).

A differenza di Facebook, che partiva da zero, Google può contare sugli iscritti a Gmail, su coloro che utilizzano il motore di ricerca, su tutti i proprietari di smartphone Android. Un vantaggio enorme. Ecco perché il tasso di crescita giornaliero non rimarrà stabile, ma aumenterà. D’altra parte l’esperienza lo conferma. Qui sotto potete vedere un grafico, anch’esso elaborato da Allen, che descrive l’andamento della “popolazione” di Google +.

Ipotizzando che la curva qui sopra rappresenti la popolazione come funzione del tempo, la sua pendenza da un punto di vista matematico indica la derivata prima della popolazione rispetto al tempo – dPop/dTempo – cioè come varia la popolazione al variare del tempo. Come possiamo vedere, la derivata è sempre positiva, infatti la curva è sempre crescente.

Quello che cambia, nel corso dei mesi, è il segno della derivata seconda, cioè della variazione della derivata prima al variare del tempo – sostanzialmente la variazione del tasso di crescita di cui abbiamo parlato prima.

Dal 17 luglio al 18 settembre la derivata seconda è negativa, quindi la popolazione cresce, ma cresce sempre di meno. Probabilmente il calo del tasso di crescita in questo periodo è da imputare alla minore attività su internet che caratterizza il periodo estivo.

Da settembre in poi, la derivata seconda è sempre positiva: la popolazione non si limita a crescere col passare del tempo, ma cresce sempre più velocemente.

Allen parla di 400 milioni di utenti entro la fine del 2012: un’enormità, anche se pur sempre la metà di quelli che già oggi ha Facebook. Insomma, la partita tra i due colossi, nonostante il divario iniziale, è ancora apertissima.

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