La Consulta boccia il referendum e salva il porcellum

Oggi la Corte Costituzionale ha dichiarato l’inammissibilità dei quesiti referendari che proponevano l’abrogazione del “porcellum”. Le motivazioni saranno presto rese note con la pubblicazione della sentenza.

Questa bocciatura è un duro colpo per i comitati referendari e per chi sperava di liberarsi della pessima legge-porcata ideata da Calderoli nel 2005. Il tramonto dell’ipotesi referendaria investe i partiti di un compito gravoso e difficile, di cui non sembrano essere all’altezza: trovare un accordo su un nuovo sistema elettorale.

Il problema è che mentre i partiti minori presumibilmente vorranno un proporzionale, PD e PDL saranno più interessati ad un maggioritario. E, al di là delle divergenze tecniche, sembra che pochi politici siano veramente interessati a sostituire il porcellum. Sicuramente non Bossi né Berlusconi.

Intanto possiamo registrare la reazione scomposta e delirante di Antonio Di Pietro, che abbandona il tono legalitario dei giorni scorsi in favore di un atteggiamento populista ed anti-istituzionale.

La polemica contro le partitocrazie e il Capo dello Stato, il lamento per la sovranità popolare tradita e l’appello all’occupazione delle piazze rientrano in una tradizione antiparlamentare ed autoritaria che si è già manifestata tragicamente in passato. Questo sbirro fascistoide è più pericoloso di quanto si creda, bisogna farci attenzione.

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