L’affaire Cosentino, i Radicali e la Lega

La richiesta di arresto di Nicola Cosentino su cui la Camera si è espressa ieri in senso negativo, oltre ad aver confermato lo spirito castale ed eversivo con cui opera la maggioranza dei parlamentari, ha messo in luce alcune dinamiche interessanti.

– Per chi avesse dei dubbi al riguardo, ecco la triste conferma: Berlusconi è tutto fuorché un uomo politico finito. Il PdL è ancora saldamente nelle sue mani, a dispetto di tutte le recenti pagliacciate come l’elezione per acclamazione di Alfano a nuovo segretario. Lo diciamo da anni, il Popolo della Libertà è un non-partito, nel senso che NON ha un orientamento ideologico, ma trova la sua ragion d’essere nella tutela parlamentare degli interessi del capo. Un capo che attraverso questo mostro politico riesce ancora a racimolare, secondo gli ultimi sondaggi, il 23% dei votanti. Un’enormità.

– La Lega Nord (fortunatamente) non riesce a liberarsi dall’abbraccio mortale di Umberto Bossi. Nonostante la sua veneranda età e la sua disarmante inettitudine politica, Bossi riesce ancora a controllare il partito, o almeno una sua parte. Quel che basta, in ogni caso, per salvare dall’arresto preventivo gli amici di Berlusconi. Roberto Maroni, se possibile, è ancora più incapace del Senatùr: nonostante abbia dalla sua la maggior parte dei deputati e soprattutto il sostegno della maggioranza dei militanti, non è ancora riuscito a spodestare un ultrasettantenne in precarie condizioni di salute. Per fortuna che i dirigenti della Lega Nord sono stupidi: se avessero realizzato un quinto di quello che hanno promesso, avrebbero portato la Nazione alla rovina.

– I Radicali confermano di essere i talebani del mondo occidentale, degli incorreggibili dogmatici che vivono con la testa tra le nuvole insozzando con il loro comportamento i nobili ideali ai quali dicono di ispirarsi. Con il voto di ieri questi signori hanno garantito al collega Cosentino un trattamento PRIVILEGIATO rispetto a quello che la legge prevede per i privati cittadini. Che l’abbiano fatto avvalendosi di una facoltà loro concessa dalla Costituzione non cambia la sostanza delle cose, anzi la peggiora, visto che trattandosi di facoltà e non di obbligo i deputati mantenevano la piena responsabilità politica delle loro azioni. Negando l’arresto di Cosentino i Radicali hanno violato il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, sostituendosi ai giudici e sospendendo per l’ennesima volta l’applicazione dello Stato di diritto nel nostro Paese. Il PD farebbe bene a escluderli dall’alleanza di centrosinistra alle prossime elezioni: gente del genere va lasciata nel proprio brodo.

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