Fermiamo SOPA e PIPA. Sciopero mondiale in difesa della libertà di Internet

Oggi colossi del web come Wikipedia, Google e WordPress e migliaia di altri siti in tutto il mondo si fermeranno per protestare contro SOPA e PIPA, le leggi liberticide che il Congresso degli Stati Uniti vuole approvare. Ecco perché aderisco alla protesta:

1) Perché queste leggi sono pericolose, con la scusa della tutela del copyright violano la libertà d’espressione e i diritti civili degli utenti, gettano nel cestino il principio della presunzione d’innocenza, e se approvate costituirebbero un precedente troppo importante per essere ignorato dalle autorità degli altri paesi. Se SOPA e PIPA entrassero in vigore Facebook, Wikipedia, Youtube, Google, Flickr e molti altri sarebbero direttamente responsabili di ogni singola violazione del copyright da parte di un loro utente. Sarebbero ovviamente costretti a chiudere. Veramente questa è l’Internet che vogliamo?

2) Perché negli ultimi anni numerosi sono stati i tentativi dei paesi occidentali di “cinesizzare” la Rete, di imbavagliare blog e siti d’informazione, con il pretesto della tutela del copyright. Questa tendenza è inquietante. Se è comprensibile che le dittature di tutto il mondo impediscano il libero utilizzo di Internet, è intollerabile che la stessa volontà di censura venga affermata nel mondo occidentale, mettendo in forse i fondamenti stessi delle nostre società.

3) Perché è indispensabile che oggi la risposta dei netizen ai disegni illiberali delle corporation di hollywood sia forte e perentoria, anche nell’ottica di una mobilitazione di medio-lungo periodo, visto che la questione probabilmente non si risolverà a breve. Siamo stanchi di essere quotidianamente considerati da giornali e televisioni come dei delinquenti.

4) Perché la tutela del copyright non giustifica in alcun modo la negazione delle libertà individuali degli utenti. Badate bene, queste libertà sono tutt’altro che virtuali: sarebbe un errore pensare che in fin dei conti parliamo di internet, la vita reale è altro. Ormai la rete è una componente imprescindibile dell’ambiente economico e sociale in cui operiamo. Un’Internet meno libera significa una società meno libera, e la relazione è più diretta di quanto possiate pensare.

La schermata censurata di WordPress

5) Perché non possiamo tollerare che i nostri diritti debbano soccombere in favore della protezione di un istituto ormai anacronistico, che deve essere radicalmente riformato. Il copyright non protegge i diritti dell’autore, ma viola quelli di tutti gli altri: gli utenti e i potenziali concorrenti dell’autore stesso. Un monopolio, anche se chiamato con un nome diverso, rimane un monopolio: il copyright ostacola la concorrenza e l’innovazione nei settori in cui viene applicato e danneggia gravemente i consumatori, sul piano della qualità del prodotto e su quello del prezzo. Tutelare gli artisti e gli autori non significa garantire loro una rendita vitalizia. Soprattutto se gran parte della rendita non va agli artisti ma a chi li sfrutta. è ora che le case di Hollywood e gli intermediari parassitari dell’industria discografica lo capiscano.

La pagina principale della versione inglese di Wikipedia, come appare oggi

Ecco perché il mio blog sarà irraggiungibile dalle 14 alle 2 di questa notte.

Se condividete le mie motivazioni e volete partecipare alle mobilitazioni, andate su Sopastrike.com.

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