Facebook, i commenti che impediscono il dialogo

L’opinione prevalente tra gli utenti della Rete è che i social network, per la loro stessa struttura, facilitino il dialogo ed il confronti tra gli utenti. Il che, a ben vedere, non è sempre vero. La mia impressione è che vi sia una relazione di proporzionalità inversa tra la “popolazione” di una pagina o di un profilo di un social network e la possibilità di portare avanti una discussione.

Questo è quanto emerge ad esempio osservando l’attività dei profili facebook più frequentati, oppure delle fanpage di programmi televisivi molto seguiti. Prendiamo la pagina di Serviziopubblico, il programma multipiattaforma di Michele Santoro. Giovedì sera, quando il programma è in onda, lo staff pubblica status e sondaggi per aggiornare gli utenti sugli argomenti della serata e per favorire il loro coinvolgimento attivo. Il risultato che si ottiene però dovrebbe far riflettere: se scorriamo i post della pagina in questione, vediamo svariati status corredati da 300, 400, anche 700 commenti. Viene spontaneo domandarsi: ma chi li leggerà, quei 700 commenti? Ovviamente, nessuno. Né le persone che commentano, né coloro che amministrano la pagina. Ma allora il commento perde il suo ruolo originario di strumento di dibattito e diventa fine a sé stesso, un modo per sfogarsi, per sentirsi importante e decisivo per 10 minuti. Una sensazione illusoria, visto che un commento non letto è insignificante, a prescindere dal contenuto. Lo stesso fenomeno si verifica anche sui profili di persone molto seguite (sopra i 2000 amici, per intenderci). Ma queste cose le avevo già scritte qualche tempo fa, proprio su questo blog.

La cosa interessante, a mio avviso, è che è difficile stabilire la soglia oltre la quale i commenti diventano troppo numerosi per essere letti. Basandomi sulla mia esperienza personale, la fisserei intorno a 50, ma dobbiamo tenere in considerazione altri fattori, come le diverse preferenze degli utenti rispetto all’argomento, il tempo a loro disposizione e la loro pazienza. In ogni caso, al di sopra dei 100 commenti un thread diventa illeggibile.

Come si potrebbe risolvere questo problema? Ad esempio, Facebook potrebbe inserire una funzione grazie alla quale l’utente, quando posta qualcosa, può decidere di vietare ai suoi amici commenti di lunghezza inferiore ad un limite da lui fissato. In genere infatti (e sottolineo in genere, ovviamente non è sempre così) i commenti più costruttivi, originali ed articolati richiedono un certo grado di argomentazione, e l’argomentazione richiede uno spazio maggiore di quello richiesto dalle sentenze. Una piccola modifica di questo tipo potrebbe dare al singolo utente la possibilità di tarare il tipo di discussione che vuole avviare sulla base delle sue esigenze. Ne guadagnerebbe non soltanto lui, ma anche il livello del dibattito sui social media.

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