I proclami del Governo Monti: can che abbaia non morde?

Prima Martone, con quella sua stroncatura snob di chi si laurea a 28 anni. E va beh, si era detto, avrà sbagliato i toni ma un po’ di ragione ce l’ha. Poi Monti che ci mette in guardia dalla noia del posto fisso. Una frase imbecille all’interno di un discorso ragionevole. Chiaramente i giornali si sono tuffati sulla frase, ignorando il contesto. Poi è arrivata la Cancellieri, che se l’è presa con gli italiani mammoni, che vogliono il posto fisso nella stessa città in cui abitano i genitori.

Ora, io sono consapevole della difficoltà e della delicatezza del ruolo dell’esecutivo in questi mesi. Mi rendo conto che le aspettative nutrite dall’opinione pubblica possano creare una certa pressione, e che frasi del genere possano essere dovute all’inesperienza dei ministri. Però non vorrei che il governo, che si era differenziato nettamente da quello precedente nello stile prima ancora che nei contenuti, torni ad assumere i toni della vecchia politica: quella che si diverte a snocciolare massime sui mali cronici del nostro Paese invece di agire concretamente per estirparli. Come Berlusconi che, mentre era al governo, dichiarava candidamente di sentirsi legittimato ad evadere a causa dell’alta pressione fiscale.

Magari sarebbe meglio tentare di far passare le riforme, invece di fare dichiarazioni ad esclusivo vantaggio delle pulsioni scandalistiche della stampa.

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