Storia della Repubblica italiana – Parte terza: la fine del centrismo

Anche dopo l’attentato a Togliatti, l’atteggiamento massimalista del PCI. funzionale al mantenimento dell’unità del movimento e mai sfociato in un atteggiamento eversivo, non fa che rafforzare l’isolamento in cui i comunisti si trovano: un rapporto di forze che rimarrà immutato fino al 1992, condannando il PCI a svolgere il ruolo di perenne opposizione.

Nel 1949 l’Italia aderisce al Patto Atlantico: è lo stadio conclusivo del percorso che porta definitivamente il nostro paese a far parte del blocco occidentale. Il Patto Atlantico sconfessa di fatto il progetto universalista dell’ONU. Le Nazioni Unite nascono infatti come organizzazione che propone una politica internazionale basata su accordi dal respiro mondiale e non più su patti bilaterali e multilaterali.

Nel 1944 Fausto Gullo, ministro comunista, aveva emanato dei decreti che assegnavano ai contadini terreni da coltivare, ma nel 1946 i decreti Segni cancellano i decreti Gullo e restituiscono le terre alle classi dominanti. Negli anni seguenti le proteste popolari si moltiplicano e il malcontento si diffonde anche nelle grandi città. Tra il 1949 e il 1950 viene varata da De Gasperi la riforma agraria, per garantire una distribuzione delle risorse più equa e  per procurare alla DC il sostegno dei contadini. Il provvedimento tuttavia è un parziale fallimento, perché le terre assegnate sono troppo piccole per essere economicamente efficienti, non vengono create cooperative né aziende di produzione. La strategia governativa non punta a rendere il Meridione una zona industrializzata, ma ad innalzare il livello di vita ed il potere d’acquisto della popolazione tramite trasferimenti regolari, in modo da creare un mercato di sbocco per i prodotti delle industrie settentrionali. La Cassa del Mezzogiorno, nata nel 1950 e inizialmente destinata a chiudere nel 1970, diventa invece una caratteristica strutturale del sistema economico nazionale. Ezio Vanoni vara un’importante riforma fiscale, che rende obbligatoria la predisposizione della dichiarazione dei redditi e abbassa drasticamente le aliquote, in particolare quelle sui redditi medi (artigiani, commercianti, liberi professionisti passano dal 42% al 14%). I controlli sono più frequenti e il rischio di essere scoperti molto maggiore: la filosofia è “pagare meno per pagare tutti”.

Le amministrative del 1951 e del 1952 vedono il calo della DC, che sembra sempre meno capace di aggregare il consenso dei cittadini. Per cercare di mantenere il governo del paese De Gasperi e Scelba fanno approvare la cosiddetta “legge truffa”, che assegna un premio di maggioranza alla coalizione che ottiene il 50% +1 dei voti. La legge è truffaldina perché la DC è l’unico partito in grado di dare vita ad una coalizione maggioritaria. Il progetto legislativo passa l’esame delle Camere ma alle elezioni del ’53 l’alleanza guidata dalla DC manca il quorum per pochissimi voti: è la fine della carriera politica di De Gasperi e il tramonto del progetto centrista.

Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: