Microsoft, il copyright e il mercato cinese

Come molti sanno, la Cina è la patria della contraffazione, il posto da dove partono verso il resto del mondo milioni di prodotti equivalenti agli originali, ma vietati per legge. Il settore informatico non fa eccezione, ed anzi ha visto fin dai primi anni ’90 la diffusione massiccia di copie piratate delle varie versioni di Windows.

Un fenomeno che Microsoft ha sempre cercato di contrastare, vendendolo all’opinione pubblica come un vero e proprio furto, un danno agli asset aziendali. In realtà si tratta semplicemente di concorrenza, e non danneggia la Microsoft più di quanto un imprenditore danneggi il proprietario di una ditta di trasporti entrando in quel mercato. La teoria propagandata da tutti i detentori di un monopolio intellettuale secondo cui ogni copia contraffatta venduta sarebbe una somma sottratta al loro business risulta infondata a chiunque abbia visto anche una sola volta nella vita una curva di domanda.

La curva di domanda mostra una cosa molto banale, ma le cui implicazioni pratiche sono spesso ignorate: la domanda di un bene cala all’aumentare del suo prezzo. Ci sono pochissimi beni che fanno eccezione a questa regola e il software non è tra quelli.

Dunque chi pirata un software e lo vende ad un decimo del prezzo della versione originale non sta danneggiando l’azienda produttrice, perché chi ha acquistato la copia illegale, ad esempio, a 10 dollari non l’avrebbe acquistata se il prezzo fosse stato 100 dollari. Paradossalmente i monopolisti intellettuali dovrebbero ringraziare i “pirati”, perché vendendo i loro prodotti ad un prezzo competitivo ne favoriscono la diffusione e creano una clientela fidelizzata, che in futuro potrebbe decidere di comprare il prodotto originale. è un fenomeno già osservabile nel mercato musicale, dove le vendite online continuano ad aumentare parallelamente alla persistenza della pirateria informatica.

Sembra che Microsoft abbia finalmente capito l’andazzo, ed abbia deciso di rispondere nel modo economicamente più efficiente: abbassando il prezzo della versione cinese di Windows.

L’unica cosa che mi lascia scettico è la loro convinzione di poter impedire la diffusione in Occidente di quella stessa versione. Fare differenziazione di prezzo in un mercato globale come quello informatico non è difficile, è praticamente impossibile.

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Comments

  • ugoabate  On 03/31/2012 at 10:45 pm

    Alla Microsoft sanno molto bene come sfruttare certe cose a proprio vantaggio. Lo sanno molto bene le copie pirata sono uno dei motivi per cui hanno così grandi fette di mercato. Io credo però che non si limitino solo a questo: un’azienda come Microsoft ad esempio ha tutte le risorse per creare prodotti eccellenti ma io sono convinto del fatto che deliberatamente creino “problemi” per generare domanda di tecnici specializzati e certificati Microsoft per poterli risolvere. Il registro di windows è da sempre il motivo delle prestazioni calanti del sistema operativo, ma si ostinano a tenerlo cosi c’è bisogno di manutenzione e/o reinstallazione. Internet Explorer ha sempre mille problemi a seguire gli standards universalmente accettati obbligando i professionisti del web a scrivere codice appositamente per esso. Insomma, è tutto un grande giro di affari che in un modo o nell’altro porta soldi alla casa di Redmond.

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