Le settimane di stocazzo

Le settimane di stocazzo sono diffusissime in Italia, non so nel resto del mondo. Ogni grande città ne ha almeno due o tre: la settimana della Moda, quella della Cultura, quella del Taglia  & Cucito, quella dei Libri, quella dell’Elettronica, et cetera.

Questo proliferare di iniziative temporanee e iperpubblicizzate mi sembra il segnale dello stato patologico della vita culturale nel nostro Paese. Mi spiego meglio. Da oggi fino al 25 aprile in tutta Italia sarà la Settimana della Cultura: musei ad accesso gratuito, promozioni, iniziative varie, e così via. Bene. Questo pomeriggio, subito dopo pranzo, mi sono infilato nella centralissima Biblioteca Nazionale Braidense col proposito di studiare per un esame. Lascio la mia roba nell’armadietto, percorro l’imponente scalinata che conduce all’ingresso, vado dal bibliotecario per compilare il foglietto. Salvo scoprire, pochi secondi dopo, che la biblioteca è chiusa perché nella sala è in corso un’iniziativa della Settimana della Cultura: trattasi per la precisione di una pubblica lettura di nonsocosa.

Ora, già a Milano ci sono poche biblioteche in rapporto alla decine di migliaia di studenti (considerando solo gli universitari) che ci vivono; già queste biblioteche hanno orari che a momenti neanche l’ufficio postale di un anonimo comune del foggiano: è opportuno privare gli studenti del servizio per ospitare una cazzo di lettura??

Come al solito ciò che importa è la facciata: facciamo qualche bella iniziativa fighetta, divertente, poi però le biblioteche sono sempre strapiene e chiudono alle 7 (se vi va bene!), gli over 65 e i militari hanno il cinema scontato e noi no, soltanto negli ultimi anni sono aumentate le convenzioni teatrali, grazie all’impegno delle Università. Ecco, magari è meglio avere le biblioteche aperte fino alle 11 piuttosto che i reading della poetessa Distaminkia o gli happening col sociologo Kedupall, non credete?

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Comments

  • Raffaele  On 04/25/2012 at 5:50 am

    Direi ambedue le cose, biblioteche aperte fino alle 11 per chi ha interesse a frequentarle e settimane di stocazzo come le chiami tu a riempirle di iniziative culturali, che per quanto inadeguate ti possano sembrare sono per qualcuno momenti di aggrezione e di informazione. Tu puoi andare a studiare a casa o nel parco o a scuola o dove credi se la biblioteca non è disponibile.

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