Storia dell’industrialismo italiano – Parte sesta: la politica sindacale

La storia del sindacato italiano durante la Repubblica può essere divisa in tre fasi.

La prima, che inizia nel secondo dopoguerra e prosegue fino alla fine degli anni ’70, è caratterizzata dall’ascesa organizzativa e rivendicativa del sindacato, in termini di visibilità pubblica e di efficacia politica.

La seconda fase si apre con la crisi economica della fine degli anni ’70 e termina nel 2008: è caratterizzata da una contrazione generalizzata della potenza dei sindacati e delle loro ambizioni.

L’ultima fase ha avuto origine dalla crisi finanziaria de 2008, che si è presto trasmessa all’economia reale e non sembra dare segni di miglioramento.

Lo sviluppo delle relazioni sindacali può essere analizzato attraverso 4 indicatori:

1) sindacalizzazione: presenza dei sindacati nelle aziende, numero di iscritti, pervasività della loro azione

2) contrattazione collettiva

3) livello salariale, che è un indicatore efficace del costo del lavoro

4) Conflittualità

 

1) La sindacalizzazione può essere espressa facilmente attraverso il numero di iscritti alle organizzazioni sindacali, che a partire dagli anni ’60 è cresciuto sensibilmente. Nel 1970 la CISL ha 1.100.000 iscritti, nel 1977 poco più di 2.000.000. La CGIL partiva, nel 1970, con 2.500.000 iscritti per arrivare ad averne 3.600.000 nel ’77.

2) La contrattazione collettiva può declinarsi in più livelli: c’è un livello intersettoriale, un sottolivello settoriale e il livello di base, relativo alla sola azienda. I contratti collettivi nazionali di settore riflettono i risultati ottenuti con alcuni contratti aziendali.

3) I salari aumentano in maniera rilevante, di anno in anno, ma mostrano un tasso di crescita minore di quello che caratterizza la produttività. Nel 1960 i salari aumentarono del 4%, la produttività del 10,7%; 1965, i salari crescono del 2,5%, la produttività del 6,9%.

4) La conflittualità sindacale esplode nel 1968, basta guardare alle giornate di lavoro perse ogni 1000 addetti: in Germania sono 12, in Francia 138, in UK 145, in USA 382….in Italia 730. Il massimo viene raggiunto negli anni ’70, quando in Italia si superano le 1000 ore perse. Gli anni ’80 segnano un netto declino in tutta europa: il nostro paese scende a 433 ore.

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