Amministrative, la destra crolla, Grillo trionfa, il PD tiene: e ora?

I risultati delle amministrative sono chiari, nonostante tutte le acrobazie retoriche di questi giorni: la destra ha preso una mazzata colossale, il Movimento 5 Stelle ha riscosso grande successo, il PD ha sostanzialmente tenuto, il Terzo Polo non esiste.

Tutte cose ampiamente prevedibili, a dispetto dello stupore dei giornali: sul Movimento 5 Stelle Fabio Chiusi era stato molto chiaro, nei giorni scorsi. La divisione della destra e la sua crisi politica prima che elettorale sono temi che avevo già toccato in passato:

Un aspetto positivo del governo tecnico è che ha spaccato il centrodestra, causando una crisi dalla quale forse può nascere qualcosa di vagamente somigliante ad una destra europea. Questo a condizione che Casini, Rutelli e Fini non siano così fessi da lasciarsi scappare la ghiotta occasione – ma probabilmente lo sono.

L’unico “dettaglio” è che i tre dell’Ave Maria citati qui sopra non sono stati in grado di prendere il posto del PDL. Peggio per loro. La clamorosa sconfitta della destra è dovuta essenzialmente al crollo del castello di carte su cui ha costruito la propria strategia politica in questi anni: la diminuzione della pressione fiscale e il federalismo. Il PDL, dopo anni di promesse di abbassare le tasse, è stato costretto ad alzarle, in fase di approvazione dei decreti del governo tecnico. La Lega, a fronte di 20 anni di propaganda, di grida e di proclami non solo non ha ottenuto nulla, ma con gli ultimi scandali ha perso anche la sua reputazione residua di partito di “duri e puri”.

Il Movimento 5 Stelle ha pescato soprattutto tra gli elettori scontenti di destra e tra coloro che altrimenti si sarebbero astenuti: possiamo continuare a criticare Grillo quanto vogliamo, ma dobbiamo tenere presente che il Movimento è altro, che ci sono persone motivate e competenti animate da uno spirito ben lontano dall’antipolitica. Il PD dovrebbe finirla di litigare con Grillo sul metodo senza affrontare le questioni di merito: è una strategia inefficace perché è palesemente pretestuosa. Se i grillini hanno il successo che hanno è anche perché i loro elettori sono stanchi di vedere sempre gli stessi candidati, sempre gli stessi programmi che non vengono mai applicati. Questa sfiducia generalizzata non va sottovalutata, perché può portare il 5 Stelle direttamente al governo. E le loro posizioni in materia economica sono semplicemente folli, della serie “il debito non lo paghiamo”, per intenderci. Sfortunatamente sembra che non soltanto i politici, ma anche molti giornalisti facciano fatica ad afferrare il concetto. Ieri Massimo Franco sul Corriere ha scritto:

E emerge come nuovo, sorprendentemente grande contenitore della protesta il movimento Cinque stelle del comico-predicatore Beppe Grillo: una miscela trasversale di mobilitazione dei blog, estremismo e voglia di spazzare via tutto: dall’euro, a Monti, ai partiti che lo sostengono.

L’errore sta nell’associare Grillo al mondo dei blog: è una semplificazione terribile, dimostra una comprensione praticamente nulla del fenomeno. I grillini non vanno bene perché sono presenti sulla Rete, ma perché sono presenti nelle strade, perché offrono risposte (giuste o sbagliate, non importa) ai problemi dell’elettorato.

Che fare, dunque? Ha ragione Caldarola, oggi su Linkiesta: la sinistra non deve illudersi di avere la vittoria in pugno, perché se è vero che il PD ha retto (e questo è in effetti sorprendente), dobbiamo considerare che derivare conclusioni nazionali da elezioni locali può essere fuorviante. Alle politiche l’astensionismo sarà minore, la competizione elettorale sarà più aspra e la presenza di temi più “generali” potrebbe modificare le preferenze degli elettori. La sinistra deve quindi dare messaggi chiari e definiti: una proposta politica unitaria e a vocazione maggioritaria che riunisca tutte le anime riformiste, un programma condiviso, un candidato sostenuto da tutti.

Facile a dirsi, meno a farsi. Perché, in fondo, il problema è uno solo: ci sono ancora riformisti a sinistra?

Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: