Contro chi non vuole la parata del 2 giugno

Mi spiace, ma a me la proposta di abolire la parata del 2 giugno per dare i soldi ai terrremotati sembra la solita cazzata all’italiana. Intendiamoci, le parate non mi piacciono, non le guardo da almeno 10 anni, sono noiose e il militarismo mi è sempre stato sul culo. In particolare, festeggiare la Repubblica facendo sfilare dei militari è una pratica che non approvo.

Detto questo, chiedere di abolire questa parata è sbagliato. Chi lo chiede dice che sarebbe uno spreco impiegare dei soldi per la parata invece che per i soccorsi ai terremotati. Vero. Ma l’alternativa quale sarebbe stata? Se non ci fosse stato il terremoto, i soldi della parata sarebbero stati soldi ben spesi? No di certo, sarebbero stati soldi buttati nel cesso. Perché anche senza il terremoto, non ci sarebbero certo mancate delle opzioni di impiego preferibili alla parata: avremmo potuto dare i soldi agli esodati, alla famiglia della vittima dell’attentato di Brindisi, e così via.

Invece no, preferiamo strillare a gran voce che la parata non va fatta e che i soldi vanno dati ai terremotati. A mio modesto avviso la parata non andrebbe fatta mai, ma chiederne l’abolizione per dare più soldi ai terremotati è l’ennesima soluzione ipocrita prospettata da chi si indigna sul momento ma in realtà non è veramente interessato a risolvere il problema.

Perché il problema si risolve con l’applicazione severa delle leggi anti-sismiche, con la costruzione di edifici di qualità migliore, con una vigilanza intransigente sul settore edilizio, con poche norme ma che siano chiare, pochi passaggi burocratici e quindi la minima dispersione di responsabilità possibile. Non si risolve con il moto d’indignazione popolare contro la parata.

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Comments

  • Daniel Nero (@PolRpk)  On 05/30/2012 at 7:46 am

    Ci sono alcuni particolari che ti sfuggono.
    1) è sicuramente vero che è ipocrita strillare di annullare lo spreco del 2 giugno solo in occasioni “sentimentalistiche” come le popolazioni colpite del terremoto. hai certamente ragione: le inutili parate andrebbero sembre osteggiate e annullate, per impiegare i soldi in modo più utile. Però è stupido e contro il buon senso essere contrari a una decisione giusta (annullare questo 2 giugno) solo perché di solito non si prendono decisioni giuste (non annullare tutti i 2 giugno). Questa iniziativa è utile e va appoggiata; sarebbe opportuno però proseguire.

    2) che il problema delle costruzioni scadenti non si risolve con l’indignazione è una tautologia. l’indignazione è roba da preti e intellettuali, parassiti per definizione. ma è un tipico errore pensare che la Legge sia la forza suprema della Stato, colei che tutto piega. il diritto non è la fonte del diritto, mai. se non ci sono leggi intransigenti e controlli efficaci è perché una normativa seria determinerebbe un crollo degli affari delle imprese costruttrici, specialmente quelle grandi, che si ritroverebbero a non poter più speculare adeguatamente.
    indovina un po’ un politico quale parte sceglie di aiutare: quella dei miliardari o quella dei poveri cristi?

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    • Lorenzo Tondi  On 05/30/2012 at 7:54 am

      1) Ma dai, veramente siete convinti che sia possibile annullare una manifestazione 3 giorni prima che si verifichi??? I soldi del 2 giugno sono stati GIÀ quasi tutti spesi, probabilmente! Non è che la mattina del 2 giugno Napolitano va dal Capo di Stato Maggiore e dice: “mi dia due chili di parata, per cortesia!”. Sono soldi già contabilizzati e già spesi, non si può più far nulla.

      2) Hai ragione, sono d’accordo con te, il diritto non è fonte del diritto. Infatti la legge non vale nulla se non è fatta rispettare. In quel che dici sulle imprese costruttrici c’è del vero, il che mi dà ragione. è qui che sta il problema, non nella parata del 2 giugno.

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  • Angelica Matacotta  On 05/30/2012 at 8:39 am

    non sono d’accordo con te, stavolta. sono generalmente contraria a tutte le esternazioni feisbucchiane alla “tagliamo gli stipendi incondizionatamente”, “il governo tecnico complotta contro di noi per fare in realtà x e y, aiutaci a diffonderlo”, e anche tutti i vari “se hai un cuore condividi questo bambino malato che per magia guarirà”. e hai certamente ragione quando dici che quei soldi sono stati già spesi e che è utopico chiedere che siano destinati ai terremotati. ed è per questo che non ho aderito all’iniziativa.
    tuttavia trovo che la connessione servono soldi—>togliamoli alla parata sia una proposta lodevole, se pur ingenua, a fronte del grillismo dilagante che mi aveva fatto prevedere un “detraiamo il 20% dello stipendio dei parlamentari per darlo ai terremotati” cosa (questa sì) che non ha senso né giustificazione legale oltre ad essere basata su una visione semplicistica che implica che chi è più ricco paga anche se la colpa non è sua.
    la proposta di cui parli è ingenua, lo ripeto, ma solo perché ci troviamo molto a ridosso dell’evento. oltre al fatto che sarebbe comunque di buon gusto, visto che ci sono state delle vittime, sostituire la parata con qualcosa di più sobrio, al di là dei fondi ai terremotati o a chicchesia.
    detto ciò non mi pare proprio che sia “il solito modo” di affrontare la cosa, anzi!
    dire che il problema si risolve con l’applicazione delle leggi antisismiche a) è piuttosto scontato b) in situazioni d’emergenza si fanno anche tagli d’emergenza. applicare le leggi sismiche da domani non farà sì che i terremotati smettano di dormire in macchina oggi.
    in ogni caso intitolare un post “contro chi non vuole la parata del 2 giugno” mi sembra francamente eccessivo. da un po’ di tempo ho paura ti stia venendo la bloggerite: non è che siccome la maggior parte delle iniziative che provengono dal basso fa cagare, allora per principio dobbiamo criticarle tutte.mi sa molto di “i was bocconian before it was mainstreem” e di eskimo e champagne.
    pensaci.

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    • Lorenzo Tondi  On 05/30/2012 at 10:39 am

      Ma per carità, la proposta sarà anche lodevole, però è estemporanea, lascia il tempo che trova. E denota, secondo me, un’incapacità di guardare alle vere cause del problema.
      Se non ci trovassimo a ridosso dell’evento io magari sarei anche a favore di questa proposta, il punto è che continuerei a ritenerla inutile, del tutto simbolica e per niente sostanziale.

      Il titolo era chiaramente una provocazione e voleva al contempo far notare che NON sono a favore delle parate.

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