Dove è arrivata raisport

Il livello del giornalismo televisivo italiano è imbarazzante ormai da anni, e quello sportivo non fa eccezione. Anzi, se possibile è anche peggio.

Come molti italiani sto seguendo gli europei di calcio tramite il servizio pubblico, e lo spettacolo è veramente desolante.

Innanzitutto, i telecronisti: scarsissimi, non sanno parlare, si impappinano, spesso sbagliano i nomi dei giocatori. Si sente la mancanza di qualcuno che conosca l’italiano. Pizzul, alla sua veneranda età, li supera ancora di parecchie spanne.

E poi ci sono i giornalisti in studio, che se possibile sono anche peggio. Insipidi, parlano del nulla, ma soprattutto sono degli insopportabili leccapiedi. Se nel giornalismo politico-economico la regola basilare è compiacere i potenti, in quello sportivo bisogna idolatrarli. Quando Napolitano è andato a salutare gli azzurri nello spogliatoio, al termine di Italia-Spagna, la Rai ha mandato il video in rotazione ininterrottamente fino alla sera successiva, commentando la conversazione inesistente tra il presidente e gli azzurri con iperboli a strafottere: “fantastico”, “imperdibile” e così via.
Per non parlare dell’esaltazione continua delle prestazioni della nazionale che, diciamolo, finora sono state abbastanza modeste.
Penosi. E poi dicono che la gente non paga il canone.

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