La fame di fama

Negli ultimi giorni Berlusconi, che era quasi scomparso dalla scena politica, è ritornato all’attacco con una serie di dichiarazioni che definire ridicole è eufemistico.

Prima la sparata sull’euro, poi la frase di oggi sui gay, poi chissà cos’altro. La cosa a mio avviso assurda è che dopo quasi 20 anni di presenza ossessiva di Berlusconi la gente ancora non capisca che dando spazio a queste cagate si finisce solo per aiutarlo.

Diffondere le castronerie che dice nella migliore delle ipotesi non serve a nulla, non crea opinione né sposta voti; nella peggiore lo favorisce perché lo rende simpatico agli occhi della gente comune.

Berlusconi è un uomo televisivo, l’attenzione del pubblico (anche negativa) è il suo pane quotidiano: ormai la sua era è agli sgoccioli, per accelerarne la fine bisogna ignorarlo e parlare di contenuti.

Cose che ultimamente nessuno sta facendo.

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