Il pianto dell’impotenza

La notizia è di ieri: il ministro del Welfare Elsa Fornero, dopo aver visto respinti i propri tentativi di evitare i tagli all’assistenza ai malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica, sarebbe scoppiato in lacrime davanti ai propri colleghi.

Non conosco il ministro e non posso quindi avanzare ipotesi sulla sua sensibilità e sulla sua curiosa predisposizione al pianto: comincia però ad infastidirmi il quadretto che puntualmente si ripete ogni volta che bisogna rinnovare un filone di finanziamenti. Parliamo di Stato Sociale, non di sprechi della politica o spesa pubblica improduttiva. Parliamo di assistenza a persone colpite da malattie orrende.

Il quadro che emerge è quello di un Governo che non sa più che pesci pigliare, che ha sbagliato quasi tutto, ha tagliato dove non avrebbe dovuto tagliare e non ha tagliato dove avrebbe dovuto. Un Governo che doveva rimediare all’incompetenza della politica ma che si è fatto intimidire dall’arroganza dei partiti. Un’arroganza che forse non ha mai voluto combattere seriamente.

Ecco che quindi il pianto della Fornero durante il Consiglio dei Ministri, più che un segnale di vicinanza ai malati, appare un segnale di debolezza: il riconoscimento definitivo dell’impotenza di questo Esecutivo.

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Comments

  • ilsensocritico  On 11/02/2012 at 10:06 am

    Bel post, complimenti. Io avevo appoggiato il governo Monti proprio perché speravo che non si sarebbe arreso ai partiti, e ora sono sconcertato. Non sanno che pesci pigliare.

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