La dieta dei giornali italiani

MilanoFinanza riporta la decisione del Corriere di tagliare la foliazione: 4 pagine in meno per ridurre i costi e rimettere in sesto i conti del gruppo.

La strada del taglio delle pagine verrà intrapresa anche da Repubblica (che inoltre nel 2013 introdurrà un paywall  per i contenuti online) e dal Sole24Ore.

Si tratta di provvedimenti inevitabili, che giungono con colpevole ritardo rispetto a quanto fatto diversi anni fa dai quotidiani del resto del mondo. Prendiamo l’informazione economica, che essendo ad alto tasso di specializzazione sente la crisi meno dei prodotti generalisti: il Financial Times, compresi tutti gli inserti, non supera le 30 pagine, il Sole24Ore arriva ad 80.

Come si può sperare di sopravvivere alla crisi definitiva della stampa cartacea continuando a mandare nelle edicole un prodotto pachidermico, pesante, lungo quasi 100 pagine, mentre l’attenzione del lettore è ormai una risorsa scarsa che bisogna attrarre con giornali snelli e rinnovati?

Lo stesso discorso vale a maggior ragione per il Corriere e Repubblica, che vantano circa 60 pagine di lunghezza. Delle vere reliquie, dei reperti di un passato che non può tornare.

Come al solito l’Italia rimane indietro: mentre all’estero tutte le aziende editoriali stanno sperimentando nuovi modelli di business, noi stiamo faticosamente tentando di abbandonare quelli vecchi.

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