Pubblico quotidiano, la telenovela continua

Oggi su Pubblico l’amministratore delegato della casa editrice smentisce ciò che ha scritto nei giorni scorsi Telese con queste parole:

Egregio direttore, in relazione all’articolo pubblicato a tua firma in data 18/12/2012 su “Pu bblico Giornale” intitolato ”Avanti Pubblico! Le ragioni di una sfida”, nella mia qualità di amministratore delegato della società Pubblico Edizioni Srl, editore di “Pubblico Giornale”, mi vedo costretto a precisare che il medesimo articolo ha riferito notizie non vere sul mio conto. In particolare non risulta vero quanto riportato dal suddetto articolo in merito alla circostanza che “lunedì scorso una pietra ci è caduta sulla testa quando l’amministratore delegato di questa società ci ha comunicato che potevamo chiudere a fine mese: un conto è sapere che non stai bene, un conto è se ti dicono «Scusi, lo sa che lei potrebbe morire?»”. Merita infatti precisare che le notizie relative al l ’andamento di “Pu b b l i co Gi o r n al e ” sia in termini economico- finanziari sia in termini di vendite erano da te conosciute ben prima di lunedì scorso essendo state esternate ripetutamente nel corso dei consigli di amministrazione (a partire dal primo datato 04/10/2012) della società nei quali hai presenziato nella tua qualità di amministratore. In relazione a quanto sopra ti chiedo dunque di voler provvedere, ai sensi dell’art. 8 Legge 47/1948, alla rettifica di quanto riportato nel citato articolo comunicandoti che, in difetto, intraprenderò le iniziative necessarie volte a tutelare la mia reputazione personale e professionale.
TOMMASO TESSAROLO
AMMINISTRATORE DELEGATO
PUBBLICO EDIZIONI SRL

Insomma, Telese si sarebbe inventato la storiella della crisi improvvisa per evitare di dover annunciare ai lettori il fallimento della propria iniziativa: che coraggio!

Attendiamo con ansia la prossima puntata di questa tragicomica telenovela, che non è altro che l’esito di scelte imprenditoriali francamente incomprensibili e di un approccio che definire dilettantistico sarebbe generoso. Chissà come se la stanno ridendo quelli del Fatto.

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