Elezioni europee 2014, niente primarie?

C’ho pensato ieri, all’improvviso, e mi è sembrata una cosa assurda. Il dibattito pubblico italiano, e ancor più quello interno al PD o a quel che ne rimane, continua a insistere sul Governo Renzi, sulla sua composizione, sul suo programma, su quel che farà o non farà.

Ma nessuno ha ancora sollevato un problema che mi sembra leggermente più importante, diciamo così: a maggio 2014, tra tre mesi, ci saranno le elezioni per eleggere il nuovo Parlamento europeo. Perché il PD non indice delle primarie per la scelta dei candidati? Abbiamo fatto le primarie anche per scegliere il segretario e ora non le facciamo per scegliere i futuri europarlamentari, quando ormai la grande maggioranza della produzione legislativa italiana non è altro che il recepimento di direttive europee?

Perché limitarci a parlare del Governo italiano quando possiamo decidere di mandare in Europa parlamentari più preparati e con una migliore conoscenza delle lingue? Anche se il sistema elettorale delle elezioni europee è un proporzionale con preferenze, la composizione delle liste è comunque scelta dal partito, giusto? La prossima legislatura può essere fondamentale per il processo di integrazione europeo, scegliere i candidati del PD con le primarie sarebbe, questa volta per davvero, un bel modo per cambiare il centrosinistra e cercare di costruire l’Europa del futuro.

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