Le bugie di Barbara Spinelli

Alcune rapide considerazioni sul “caso Barbara Spinelli” e sugli insegnamenti che possiamo trarne (la vicenda è talmente patetica che mi sembra inopportuno darle troppo spazio). La storia è nota ed è stata abilmente riassunto da Alessandro Gilioli in un recente post, di cui riporto qui sotto il brano pertinente:

«Se eletta lascio il seggio ad altri, a persone più adatte di me a svolgere la funzione di europarlamentare», sono le parole testuali con cui l’ex capolista ha condotto tutta questa campagna elettorale. E Revelli, nella pagina ufficiale della lista: «Chi si presenta come capolista con L’altra Europa con Tsipras, ad eccezione di Paola Morandin, lo fa, come ha detto e ripetuto in tutti i modi Barbara Spinelli, per cercare di rendere “visibili” quelli che tutti gli altri media sono riusciti finora a rendere o a mantenere invisibili. Chi vota un capolista di L’altra Europa sa benissimo che non andrà in Parlamento».

Il problema è che la signora Spinelli, una volta conquistato il seggio, ha deciso di non farsi da parte e di diventare effettivamente europarlamentare, alla faccia di tutti quelli che si erano fatti il culo per il successo della lista Tsipras.

Cosa possiamo imparare da questa favoletta? Soprattutto, cosa può imparare la sinistra, radicale o moderata poco importa?

Banalmente, che Barbara Spinelli è una bugiarda e ha preso per il culo i suoi elettori, ma soprattutto che l’errore fondamentale è stato commesso in fase di stesura delle liste: la Spinelli non avrebbe dovuto essere stata candidata, in quanto garante della lista (e quindi personalità che avrebbe dovuto essere super partes rispetto a tutti i candidati) ma soprattutto proprio in quanto Barbara Spinelli. Il modo in cui questa signora si è comportata è il sintomo di una perversione da cui la sinistra italiana non riesce a guarire: questa perversione è l’abitudine aristocratica e classista di candidare i “figli di” e di candidarli esattamente in quanto “figli di”. Non è la prima volta, ovviamente: pensiamo a Nando Dalla Chiesa, a Rosa Borsellino, alla vedova Calipari, a Umberto Ambrosoli, tutti “parenti eccellenti”.

Questa è l’unica motivazione (badate bene, l’UNICA) che stava veramente alla base della scelta di Barbara Spinelli come capolista: l’idea che siccome è figlia di Altiero Spinelli potesse portare lustro, popolarità ed intelletto alla lista. Ecco, io non vedo né il primo né la seconda né il terzo. è da stupidi pensare che l’intelligenza e l’autorevolezza si trasmettano come veniva trasmesso il titolo nobiliare, è da stupidi pensare che il cognome che una persona porta debba essere il criterio per scegliere i propri rappresentanti: è da stupidi perché chi porta questo cognome, anche se è una persona mediocre come Barbara Spinelli, sa che può fare letteralmente quel cazzo che vuole. Il problema vero, qui, non è che la Spinelli abbia perculato i suoi elettori: il problema vero è che così tanta gente l’abbia ritenuta degna di andare al Parlamento europeo solo perché figlia di uno dei padri dell’Unione. Chi se l’è mai filata, Barbara Spinelli, obbiettivamente? Credo di aver letto al massimo 5 suoi articoli, non mi sembra che la mia formazione culturale ne abbia risentito.

Una persona mediocre rimane una persona mediocre, anche se figlia di un padre dell’Unione. Comodo poi parlare di onestà, coerenza, etc. Se la sono scelta loro, la prossima volta ci penseranno due volte: gli spinelli è meglio fumarli che votarli.

 

Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: